sabato 27 novembre 2010

L'ULTIMA DELLA LEGA / SICUREZZA STRADALE: LE "STRISCE PADANE" NON SONO A NORMA

Anche a Miane andranno ricolorate

MIANE - "Bisogna rispettare il codice della strada, questo lo sanno tutti": interviene così il segretario veneto della Lega Nord Gian Paolo Gobbo sulla contestazione del Partito Democratico alla scelta avvenuta in alcuni comuni veneti, tra questi anche Miane, di colorare di verde lo sfondo delle strisce pedonali.
"La Lega non ha mai dato questi indirizzi - afferma Gobbo - da noi, ognuno amministra in base a quello che ritiene giusto".
A sollevare la questione era stato il consigliere regionale del Pd Piero Ruzzante, sottolineando come fossero fuorilegge le "strisce padane".
Ora Ruzzante dice: "Le strisce di colorazione diversa dal bianco su sfondo asfalto sono illecite in base al codice della strada: abbiamo posto il quesito alla polizia stradale e la risposta è venuta dal ministero dell'Interno. C'é sia un problema di scivolosità del manto stradale che di riconoscibilità, poiché il verde rende meno riconoscibili le strisce di attraversamento". E, comunque, in base a quello che stabilisce il codice della strada si è ritenuto che "la diffusa abitudine di intervallare le zebrature bianche con le più varie colorazioni non sia conforme ai dettami delle vigenti normative".
Il sindaco di Miane, Angela Colmellere, dichiarò a suo tempo che la colorazione verde non aveva nulla a che vedere con l'orientamento politico della giunta, ma era stata scelta solo per far risaltare di più l'attraversamento pedonale di notte.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/21/strisce-pedonali-verdi-nel-nord-italia-da-dosolo-parte-unistanza-al-ministero/78120/


Strisce pedonali verdi nel Nord Italia
Da Dosolo parte un’istanza al ministero
Alcune amministrazioni leghiste applicano i colori del partito ad attraversamenti e dossi. In provincia di Padova la polstrada li dichiara fuorilegge
Un’istanza al ministero dei trasporti per rimuovere le “zebre” bianco-verdi. La farà Luigi Bastoni, capogruppo dell’opposizione nel piccolo comune di Dosolo, in provincia di Mantova, dopo che l’amministrazione leghista ha cambiato il colore degli attraversamenti pedonali e dei dossi: non più rosse e bianche, ma bianche e verdi, in stile “Lega Nord”. “Hanno voluto marcare il territorio”, sostiene Bastoni. La stessa azione è avvenuta anche in altre zone controllate dal Carroccio, come nel quartiere Casetta a Veronella (Vr), a Spirano (Bg) e a San Martino di Lupari (Pd). Qui la Polstrada ha dichiarato fuorilegge le zebre.

“Appena hanno cambiato i colori abbiamo fatto delle verifiche e abbiamo visto che il codice della strada non prevede il verde”, racconta Marco Arrighi, segretario della sezione di Dosolo del Pd. Con Bastoni hanno anche chiesto un parere preventivo al ministero dei Trasporti: “Ha risposto che secondo gli articoli 40 e 42 i colori sono il bianco, l’azzurro e il giallo”, afferma il capogruppo della lista “Unità democratica per il futuro di Dosolo”, sostenuto dai democratici.

Insomma, tutti contro le strisce bianco-verdi. Così si passa all’attacco: “Nel consiglio comunale di giovedì abbiamo chiesto chiarimenti e, visto che i dossi sono difformi da quanto prescrive il codice, abbiamo richiesto di rimuoverli”, dice Arrighi. Ma il vicesindaco leghista Dennis Asinari ha risposto picche e anzi: “Segnaletica e attraversamenti erano stati lasciati in pessime condizioni dalla passata amministrazione, ha contrattaccato“. Da qui la decisione di allestire due dossi rallentatori presso le scuole di Dosolo, dotandoli di fondo antiscivolo verde”. Il vicesindaco ha anche affermato che “ciò non contrasta con le norme del Codice della Strada” e che quindi “rimarranno così”: “Se le colorazioni non sono a norma, perché Bastoni non era intervenuto quando era vicesindaco, e per il fondo era stato utilizzato il rosso?”.

Tuttavia Bastoni non si ferma e farà un’istanza al ministero dei Trasporti raccogliendo il verbale con le dichiarazioni di Asinari e le foto: “Quella di colorare le strisce di verde è stata una scelta politica: hanno voluto marcare il territorio”. È proprio “la natura politica della faccenda” a dar fastidio. Inizialmente Asinari diceva che era una scelta in linea col paesaggio: “Trovo che il verde sia un bel colore, che si intona meglio di altri al contesto urbano – diceva il 20 settembre alla Gazzetta di Mantova -. La cosa conferisce all’abitato un’impronta ecologista, in linea con tanti altri provvedimenti in tal senso presi da questa amministrazione”. Poi, una decina di giorni dopo, il cambio di rotta e l’espressione palese degli intenti: “Siamo un paese padano – dichiarava alla Gazzetta il 30 settembre scorso – orgoglioso di esserlo; abbiamo una vocazione agricola; vogliamo impegnarci per promuovere il rispetto dell’ambiente: insomma, il verde ci rappresenta. D’altronde i cittadini ci hanno affidato un mandato anche per soddisfarli dal punto di vista delle scelte cromatiche”.

“Se avessero continuato a dire che è una questione ambientalistica avremmo anche potuto accettarlo”, conclude Bastoni in attesa della risposta del ministero all’istanza.

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