venerdì 3 luglio 2009

Infrazioni in bicicletta, ora si perdono anche i punti della patente

MILANO - Ciclisti attenti. Il disegno di legge sicurezza, recentemente diventato legge, comporta, in caso di infrazioni del codice della strada sulle due ruote a pedali, la possibilità di perdere punti della patente automobilistica se il ciclista ne è in possesso. Lo rileva il quotidiano economico «Italia Oggi».

LA NUOVA NORMA - L'articolo 3 comma 48- 1 e 2 della legge recentemente approvata prevede alcune importanti modifiche del codice della strada. Dice testualmente la legge: «Nell’ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, è disposta la sanzione amministrativa accessoria del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida e la violazione da cui discende è commessa da un conducente munito di certificato di idoneità alla guida di cui all’articolo 116, commi 1-bis e 1-ter, le sanzioni amministrative accessorie si applicano al certificato di idoneità alla guida secondo le procedure degli articoli 216, 218 e 219. In caso di circolazione durante il periodo di applicazione delle sanzioni accessorie si applicano le sanzioni amministrative di cui agli stessi articoli. Si applicano, altresì, le disposizioni dell’articolo 126-bis. 2. Se il conducente è persona munita di patente di guida, nell’ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, sono stabilite le sanzioni amministrative accessorie del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida, le stesse sanzioni amministrative accessorie si applicano anche quando le violazioni sono commesse alla guida di un veicolo per il quale non è richiesta la patente di guida. In tali casi si applicano, altresì, le disposizioni dell’articolo 126-bis». In pratica da un lato si introduce nel codice della strada una norma la 219-bis che introduce il patentino a punti anche per i motocicli. Dall'altro si estende la punibilità con la conseguente sottrazione di punti se si è in possesso di una qualsiasi patente di guida, anche a tutti quelli che guidano una bicicletta o magari un carro trainato da cavalli o dai buoi e commettono un'infrazione. Questo naturalmente crea una disparità tra chi ciclista, possiede una patente di guida (ed è sanzionabile) e chi invece non la possiede (e quindi non è sanzionabile). Inoltre è logico pensare che se ai ciclisti è applicabile una sanzione accessoria qual è la perdita dei punti della patente, non sia applicabile anche la sanzione principale, vale a dire la multa nella maggior parte dei casi.


03 luglio 2009 da www.corriere.it

lunedì 22 giugno 2009

Incidenti stradali: 39 mila morti in Ue

BRUXELLES - Strage nell'Unione europea: 39 mila persone sono morte nel 2008 per incidenti stradali (il dato italiano però è l'unico sui 27 Paesi Ue a non essere disponibile per il 2008). Rispetto al 2007 il calo è dell'8,5%. Bene, ma non benissimo perché l'Unione europea si era data come obiettivo per il 2010 la riduzione alla metà delle vittime rispetto al 2001 (quando si è toccò la cifra record di 54.400 vittime), e per raggiungere questo risultato occorre un calo medio annuo del 7,4%, mentre nel periodo preso in considerazione la diminuzione media annua è risultata solo del 4,4%.

ITALIA - I dati sono contenuti nello studio pubblicato dal Consiglio europeo della sicurezza dei trasporti (Cest) presentato alla conferenza sulla sicurezza a Bruxelles. Secondo il Cest, con un calo medio annuo del 4,4% occorreranno sette anni in più del previsto per raggiungere il traguardo sperato. Anche se i dati italiani del 2008 non erano disponibili, rispetto al 2001 si stima che i morti sulla strada siano diminuiti di oltre il 30%, una riduzione che porta l'Italia tra le nazioni europee più virtuose.

DATI - I miglioramenti più significativi spettano a Lussemburgo, Francia e Portogallo con una riduzione di quasi la metà delle vittime (-47%) seguiti da Spagna (-43%), Belgio (-38%) e Germania (-36%). Forti progressi anche da Estonia e Lituania con -33%, Slovenia (-27%) e Lettonia (-25%). Al contrario, le strade di Bulgarie e Romania nel 2008 sono diventate più pericolose. Nella Ue, 79 persone per milione di abitanti hanno perso la vita in un incidente stradale nel 2008, rispetto ai 113 del 2001. Le statistiche includono le persone morte sul colpo, ma anche quelle decedute entro un mese dall'incidente. Cifre alte, ma inferiori a quelle americane, che registrano una media di 122 morti sulla strada per milione di abitanti. Le strade più sicure - secondo il rapporto del Cest - sono quelle di Svezia, Olanda e Gran Bretagna insieme alla Svizzera dove la media delle vittime è di 50 ogni milione di abitanti.


22 giugno 2009 da www.corriere.it

mercoledì 10 giugno 2009

Polizia, allarme rosso per gli incidenti stradali

Riconoscono al buio il crepitio di un AK 47, il tonfo sordo dei colpi di una Beretta. Ma i poliziotti dovrebbero imparare a temere di più il rombo del 5 cilindri della Fiat Marea, la loro macchina d'ordinanza: il rischio più grave sono gli incidenti stradali.

Dal 2000 a oggi 51 agenti - su 74 vittime totali - sono morti proprio su strada. Quindi più dei conflitti a fuoco o di qualsiasi altra cosa i poliziotti sono vittime del fatto che non indossano le cinture di sicurezza, del pietoso stato di manutenzione delle Marea da 200 mila km (in media) e del fatto che nessuno viene più preparato alla guida veloce con appositi corsi in pista.

L'incredibile dato arriva dall'inchiesta pubblicata sul Centauro di giugno, la rivista dell'Asaps, associazione amici polizia stradale. Ma quanti di questi agenti si sarebbe potuti salvare se solo avessero indossato le cinture di sicurezza? "Probabilmente molti - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps - perché spesso le "divise" non le indossano ritenendole d'impaccio per una possibile fase operativa. Inoltre l'elevata velocità, in emergenze per servizio, sarebbe meglio gestita in termini sicurezza dopo un'apposita formazione con corsi di guida sicura, che una volta si facevano ma che nel tempo si sono persi. A noi preme - continua Biserni - la sicurezza di tutti, quindi anche degli agenti e la perdita di una vita non in un conflitto a fuoco, ma in un drammatico incidente stradale non ci consola di più. Anzi, ci fa ancora più rabbia"

In ogni caso una cosa è certa: il 70% dei casi un poliziotto perde la vita in un incidente stradale. E stupisce come nessuno si ponga il problema se una piccola associazione di volontari sia l'unica che solleva un problema tanto grave: anche queste sono morti bianche e non si può negare che un uomo o una donna in divisa siano lavoratrici e lavoratori come tutti gli altri. "Ma quando un difensore dello Stato ci lascia la vita - spiegano all'Aspas - non è sempre detto che l'evento che ha cagionato un esito letale non debba essere studiato a fondo per evitarne una dolorosa ripetizione. Prendiamo il caso di uno spericolato inseguimento: è sempre necessario correre a rotta di collo per fermare un sospetto?".

Torniamo quindi ai numeri: in quei 51 agenti (68,9% di poliziotti) che hanno perso la vita in incidenti stradali sono compresi sia gli eventi occorsi durante l'espletamento dei servizi d'istituto (28 morti, il 37,8% del totale) che quelli in itinere (23 decessi, 31,1%).
Su 51 incidenti stradali in 28 casi lo scontro mortale è avvenuto in auto, in 11 sinistri l'agente era in moto. Sono stati invece 12 i poliziotti travolti e uccisi sulla strada mentre erano operativi per soccorrere persone o per effettuare rilievi di un precedente sinistro.
(26 maggio 2009) da www.repubblica.it

Incidenti stradali, muore un ciclista al giorno

Ogni giorno sulle strade italiane perde la vita un ciclista: come se ogni anno «sparissero» due gruppi del Giro d'Italia. A lanciare l'allarme è un'inchiesta pubblicata su «Il Centauro» di maggio, periodico dell'associazione amici sostenitori polizia stradale (Asaps). Secondo la ricerca nel 2007 (anno al quale si riferiscono gli ultimi dati ufficiali dell'Istat) nel nostro paese si sono verificati 15.713 incidenti che hanno visto coinvolte delle bici, per un drammatico bilancio di 352 ciclisti morti e di 14.535 feriti, in media 40 al giorno: l'82% delle vittime (289) sono uomini e il 18% (63) donne.

Rispetto a due anni prima, la mortalità è cresciuta dell'11 per cento. Non solo: la percentuale dei ciclisti fra le vittime della strada è salita dal 5,3% del 2004 al 6,9% nel 2007, quella dei feriti dal 3,7 al 4,5 per cento. Sempre nel 2007, sono stati 12 (11 maschi e 1 femmina) i morti under 14, mentre le vittime fra gli over 65 sono invece 170 (141 maschi e 29 femmine).

Le regioni che contano più vittime restano Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, quelle di tradizione ciclistica e con più pianura. Sugli incidenti ai ciclisti, segnala l'Asaps, «incide un traffico più intenso e meno attento verso questa categoria di utenti della strada, con una parte di responsabilità anche degli stessi ciclisti, spesso inosservanti delle più elementari regole della circolazione che vigono anche per loro ma vengono interpretate in modo approssimativo e disinvolto». Per l'Asaps, inoltre, resta «insufficiente l'estensione, in molte regioni, di piste ciclabili». dal sole 24ore

Più sicurezza per i ciclisti Convegno dell’Upi alla fiera Suisse Pubblic

(ASAPS), 10 giugno 2009 – La sicurezza dei ciclisti è l’argomento che l’Upi, l’Ufficio prevenzione infortuni svizzero, ha affrontato in un convegno durante la giornata di apertura della fiera Suisse Pubblic a Berna (9 giugno). La statistica degli incidenti rivela che ogni anno, sulle strade svizzere, 900 ciclisti vengono feriti gravemente e 40 perdono la vita nella circolazione stradale. Da un confronto su scala europea emerge che le strade svizzere sono tra le più sicure. Se però si considera la sicurezza dei ciclisti, i valori sono assai inferiori e si situano nella media. Ogni anno si registrano 60.000 incidenti che coinvolgono ciclisti, di cui 30.000 sulla strada. L’Upi, e le organizzazioni partner, si adoperano affinché i ciclisti facciano sistematicamente uso di un equipaggiamento adeguato. I dispositivi di protezione individuale, in particolare il casco, contribuiscono a ridurre la gravità delle ferite, ma non possono certo impedire gli incidenti. Spesso per raggiungere l’obiettivo di una maggiore sicurezza sono determinanti anche piccoli interventi. Nella sua relazione Niklaus Schranz, dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), ha presentato una serie di elementi che garantiscono la sicurezza delle infrastrutture ciclistiche nei Comuni, dal tracciato alla costruzione, dall'esercizio alla manutenzione delle strade. Anche l’educazione riveste un ruolo importante. Da tempo l’Upi promuove l’introduzione di un’educazione stradale istituzionalizzata per gli allievi delle scuole elementari e medie (dal 1° al 9° anno). L’esempio della Gran Bretagna mostra che i corsi di bicicletta, purché ben concepiti, possono avere un effetto positivo sui bambini. Christoph Müller, esperto di sport presso l’Upi, ha presentato al convegno un progetto di corso che verrà proposto in alcune scuole pilota nell'area di Berna durante l'anno scolastico 2009/2010. Lo scopo è di raccogliere esperienze per mettere a punto un’offerta utile ed efficace a lungo termine. La bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, è anche un'attrezzatura sportiva. Il mountain bike sta diventando un fenomeno di massa. Quasi ovunque, anche nei posti più impensabili, si trovano percorsi più o meno segnalati. Spesso questi itinerari non tengono conto delle esigenze di sicurezza, come ha spiegato Samuel “Noodlez” Hubschmid, grande asso del rampichino, nella sua presentazione. Il manuale dell'Upi per la realizzazione di percorsi di mountain bike, redatto dall'esperto Laurens van Rooijen e presentato al convegno, fornisce un ulteriore contributo per migliorare la sicurezza. (ASAPS)da www.asaps.it

Semafori col “giallo” invisibile: si può chiedere il rimborso e la restituzione dei punti

(ASAPS) 10 giugno – Dopo le polemiche sui “gialli” troppo corti ai semafori arriva la notizia che si potrà chiedere il rimborso, ma esclusivamente se sarà provata la mancanza di omologazione dei T-Red. Attualmente, infatti, chi avesse preso una multa proprio in uno dei semafori “incriminati”, non può fare nulla, questo perché la magistratura competente non si è ancora pronunciata in merito. Bisogna, però, fare una distinzione: l’indagine di Milano, sino ad ora, non ha messo nel mirino gli accertamenti, bensì l’esistenza di appalti truccati per la fornitura dei T-Red. La magistratura di Verona, invece, nell’ambito della medesima inchiesta, sta indagando sui medesimi dispositivi anche da un punto di vista della regolarità dell’omologazione. Quindi, solo nel caso si accertasse il difetto dell’assenso del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, gli accertamenti potrebbero essere dichiarati illegittimi. In tale ipotesi per ottenere la restituzione dei punti della patente e per riavere la somma pagata a titolo di sanzione amministrativa, occorrerà rivolgersi all’organo accertatore presentando apposita istanza. Nel caso in cui si ricevesse una risposta negativa, allora si potrà ricorrere in sede giurisdizionale per vedere riconosciuti i propri diritti. In quest’ultimo caso, però, il fai da te non va bene, ma è necessario rivolgersi ad un professionista per farsi assistere nel relativo procedimento. (ASAPS)da www.asaps.it

domenica 17 maggio 2009

Multe più care di notte

ROMA — Il sottosegretario Carlo Giovanardi (delega al contrasto della tossicodipendenza) ha già un'idea sull'utilizzo dei soldi che presto verranno rastrellati grazie alla maggiorazione notturna delle sanzioni per le infrazioni al codice della strada. L'«aggravante temporale» riguarda tutte gli illeciti compiuti alla guida nella fascia oraria 22-7 e comporta l'aumento medio di 1/3 delle sanzioni. Il meccanismo introdotto dal ddl sicurezza, destinato diventare legge a fine maggio dopo il sì del Senato, sbloccherà il Fondo contro l'incidentalità notturna, spiega Giovanardi: «Lo utilizzeremo per acquistare unità mobili sulle quali effettuare i test sull'abuso di alcol e di droga anche fuori dalle discoteche. Se dovessimo adottare uno slogan, è meglio che un figlio torni a casa senza patente piuttosto che solo la patente venga riconsegnata ai genitori». All'«aggravante temporale» (per esempio, di notte la sanzione massima per la guida in stato di ebbrezza passa da 6 a 9 mila euro) si aggiunge un'aggravante anagrafica che riguarda i neo patentati e i possessori minorenni di «patentino» per i ciclomotori.

COSTITUZIONALITÀ - Tutto questo, però, apre un dibattito su eventuali profili di incostituzionalità della norma per diversità di trattamento. Secondo Piero Alberto Capotosti, «non ci sono profili di incostituzionalità». Si spiega meglio il presidente emerito della Consulta: «Mi sembra che ci siano gli estremi per un giudizio e di congruità e di ragionevolezza che è alla base della differenza tra la sanzione applicata per esempio alle 15 e quella prevista ora per la fascia oraria notturna». Invece, Michele Ainis dice di essere saltato sulla seggiola: «È come argomentare che lo stupro consumato di domenica viene punito con il doppio della pena». Aggiunge il giovane costituzionalista: «Mi sembra pericoloso perché, tenendo presente la parità di trattamento, bisognerebbe applicare le sanzioni maggiorate anche quando sulla strada ci sono 40 gradi e quando la pioggia è battente...». E l'aggravante per i neopatentati? «Perché si dovrebbe ritenere più pericoloso un diciottenne alla guida piuttosto che un vecchietto?». Il giro di vite inserito nel ddl Maroni, tuttavia, rischia di essere indebolito da alcune norme contenute nel testo unificato sulla sicurezza stradale all'esame della commissione Trasporti della Camera. È già passato un emendamento della Lega che impone l'allestimento di dispositivi luminosi per segnalare gli autovelox. «Così — dice Giordano Biserni, presidente dell'Associazione amici della polizia stradale — si consentirà all'automobilista di effettuare un rapido pit-stop e poi di ripartire a razzo». Ma questa filosofia dell'«intransigenza permissiva», aggiunge Biserni, produce altro: «In commissione si sta anche discutendo un emendamento che mira ad eliminare la decurtazione dei punti dalla patente attualmente prevista per chi fa le inversioni di marcia in autostrada». In questo modo per la violazione dell'articolo 176 del codice la sanzione accessoria della decurtazione di 10 punti sparirà e rimarrà solo quella pecuniaria, sebbene ritoccata da 7.369 a 9.825 euro. Lo spezzatino legislativo, poi, rischia di creare un caso politico. Avverte infatti Aurelio Misiti (Idv): «Dopo lo scippo delle norme inserite nel ddl sicurezza, non so se autorizzeremo la sede legislativa per il varo in commissione del testo unificato».

Dino Martirano
17 maggio 2009 da www.corriere.it

lunedì 11 maggio 2009

Incidenti stradali, progetto Icarus per ridurre la mortalità tra i giovani

Arriva il progetto Icarus per ridurre l'incidentalità stradale fra i giovani. Ogni giorno, infatti, sulle strade dell'Unione europea perdono la vita in media 22 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. I giovani costituiscono il 20% dei morti, cioè quasi 8mila persone l'anno, pur rappresentando solo il 10% della popolazione. Il progetto Icarus, presentato al Viminale alla presenza del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per i Trasporti, e del ministro degli Interni Roberto Maroni, intende definire, a livello europeo, i mezzi per promuovere l'educazione dei giovani alla sicurezza stradale.

«La sicurezza stradale è una priorità – ha detto Tajani - in particolare per i giovani. Nessun genitore può sopportare l'idea di vedere scomparire prematuramente un figlio, tanto più se la sua morte è evitabile. La morte sulla strada non è una fatalità; al contrario, essa può e deve essere evitata». Il fattore umano resta, infatti, l'elemento preponderante fra le cause degli incidenti: il mancato rispetto delle regole, la spericolatezza, la guida sotto l'effetto di alcool o di sostanze stupefacenti, ma anche la scarsa esperienza dei giovani automobilisti incidono pesantemente nel triste bollettino degli incidenti.

Il progetto Icarus (Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety: approcci interculturali alla sicurezza stradale) vuole mettere a punto un manuale europeo per l'educazione alla sicurezza stradale. Il ministero degli Interni, che coordina il progetto, coinvolgerà giovani di tutti gli Stati membri. Giovani che avranno la possibilità di dire la loro, in modo che il linguaggio e i mezzi di diffusione che verranno utilizzati possano facilitare il raggiungimento dell'obiettivo perseguito: salvare ogni anno il maggior numero possibile di vite di giovani automobilisti.
11 maggio 2009
da www.ilsole24ore.it

giovedì 7 maggio 2009

Incidenti stradali, stretta della Cassazione sui Comuni

La Cassazione mette sempre più all'angolo i Comuni sugli incidenti causati da insidie stradali. Ora ha stabilito che nemmeno il fatto di affidare la manutenzione delle strade a un'impresa appaltatrice può sollevare l'Ente locale dalle sue responsabilità. La Corte si è pronunciata su un sinistro accaduto a Roma e quindi, per pura casualità, ha dato un ulteriore motivo di discussione sulla scelta di appaltare al l'esterno la manutenzione, che lo scorso dicembre è finita sulle prime pagine per la vicenda-Romeo (che comunque non è legata all'incidente).

La terza Sezione civile della Corte, con la sentenza n. 1691 depositata il 23 gennaio, ha rinviato in appello la causa intentata da un cittadino che nel giugno '97 si era gravemente ferito cadendo dal suo motorino, scivolato su una chiazza di gasolio su una strada cittadina. Il ricorso fu presentato contro il Comune, che chiamò in causa l'impresa di manutenzione. Quest'ultima respinse ogni addebito: all'epoca, la giurisprudenza sulle insidie stradali era meno favorevole all'utente rispetto ad oggi, perché si presumeva che fosse impossibile tenere in perfette condizioni tutta una rete stradale (estesa ed aperta all'uso pubblico), per cui occorreva dimostrare specificamente la colpa del proprietario o del gestore dell'infrastruttura (per esempio, l'aver ignorato un pericolo segnalato da qualcuno). Infatti il cittadino ebbe torto, sia in primo grado sia in appello. In altre parole, si applicava la responsabilità extracontrattuale (articolo 2043 del Codice civile), che scattava solo dimostrando una condotta illecita.

Ora, però, la Cassazione ricorda che a partire dalla sentenza 156/99, la Corte stessa ritiene applicabile la più stringente responsabilità contrattuale (articolo 2051), salvo il caso in cui la rete di competenza del chiamato in causa sia tanto estesa ed esposta all'uso pubblico da non rendere possibile «un continuo, efficace controllo, idoneo a impedire l'insorgenza di cause di pericolo per gli utenti». Secondo la Corte, questa impossibilità di intervento va dimostrata caso per caso: non basta l'estensione in sé della rete, ma occorre anche valutare i sistemi di vigilanza e assistenza presenti, anche in rapporto all'evoluzione della tecnologia (si pensi al diffondersi delle telecamere collegate a una sala operativa).

Inoltre, nel caso dei Comuni, la Cassazione ritiene che la rete si può difficilmente considerare estesa al punto da non essere controllabile. Men che meno a Roma, dove essa risulta divisa in zone proprio per poter meglio intervenire, ognuna affidata a un'impresa di manutenzione (l'appalto unico al centro della vicenda-Romeo è successivo ai fatti di causa).

Tutte queste valutazioni e considerazioni sarebbero state omesse dai giudici di merito. Per questo la Cassazione ha disposto il rinvio della causa alla Corte d'appello.

da www.ilsole24ore.it

Codice della strada, in arrivo norme più severe: ecco le novità

Si annuncia una vera e propria svolta all'insegna del rigore sul fronte della sicurezza stradale. La commissione trasporti della Camera infatti ha dato il via a un pacchetto di norme che inaspriscono le sanzioni e le pene per chi sgarra alla guida. Sono contenute nei testi del Ddl di modifica del Codice della strada (che ha terminato l'esame in commissione Trasporti della Camera in sede referente e ora andrà alle altre commissioni competenti per il parere, prima di andare in Aula, salvo che il Governo non faccia un decreto legge o altre novità che consiglino di abbandonare il Ddl o farlo confluire in tutto o in parte in altri provvedimenti) e nel Ddl sicurezza (già all'esame dell'Aula, probabilmente con testo blindato perché il Governo dovrebbe porre la questione di fiducia). Non è ancora del tutto da scartare l'ipotesi che il Governo chieda al Parlamento la delega per la riscrittura complessiva del Codice, cosa che richiederebbe almeno due anni e che però potrebbe ridurre le novità che saranno introdotte nei prossimi medi con questi due Ddl. In ogni caso, tutte le novità riportate qui di seguito non sono ancora in vigore e sono soggette a variazioni ulteriori.

Alcol e droghe - Il Ddl di modifica al Codice della strada che ha ottenuto il primo via libera in commissione parlamentare prevede il tasso alcolemico di zero grammi/litro per i conducenti con meno di 21 anni, per chi ha conseguito la patente da meno di tre anni e per tutti i guidatori professionali, compresi quelli che si mettono al volante di veicoli per i quali sono richieste le patenti di categoria C, D ed E. Pene severissime sono poi previste per chi viene trovato alla guida in stato di ebrezza (con tasso superiore a 1,5 g/l) o sotto l'effetto di stupefacenti e causa un incidente mortale.
Regole inedite per i giovanissimi: i minorenni colti dopo aver bevuto, per ottenere la patente B devono aspettare un anno in più (cioè il compimento dei 19 anni) se il loro tasso alcolemico non supera 0,5 grammi/litro e tre (i 21 anni) se li supera.

Velocità - Riduzione del taglio dei punti, da dieci a sei, per chi supera di oltre 40 km/h ma di non più di 60 km/h il limite di velocità. Ci sarà però un aumento a 500 euro della multa. Chi avrà preso la patente da meno di tre anni non potrà superare i 90 km/h in autostrada (attualmente la soglia è 100 km/h) e i 70 sulle strade extraurbane (attualmente 90). La polizia municipale o locale poi, potrà utilizzare gli autovelox solo su autostrade e strade a scorrimento veloce che passano nel territorio comunale. Ma tutti i misuratori di velocità dovranno essere presegnalati sia con cartelli sia con pannelli luminosi (attualmente sono sufficienti o gli uni o gli altri) e i corpi di polizia locale non potranno più operare sulle strade extraurbane principali (quelle a doppia carreggiata contraddistinte agli ingressi da cartelli uguali a quelli di «inizio autostrada», ma a fondo blu anziché verde) che passano sul territorio del Comune o della Provincia cui appartengono.

Medici - I medici che verranno a conoscenza di una patologia di un proprio paziente che determini una ridotta idoneità alla guida dovranno darne comunicazione al ministero delle infrastrutture.

Targa - Sarà abbinata al conducente e non più al veicolo, quindi passerà di auto in auto. Ma uno stesso soggetto, se proprietario di più veicoli, dovrà avere altrettante targhe. Quindi, si potrà spostare una targa da un mezzo a un altro solo qualora il primo venga venduto e il secondo venga acquistato. Attenzione: targa personale non vuol dire targa personalizzata, per cui la combinazione di lettere e numeri continuerà ad essere attribuita in ordine casuale e non potrà essere scelta dall'interessato (in teoria, la targa personalizzata è stata introdotta nel 2002, ma non sono mai state emanate le norme di attuazione). CONTINUA ...»


Patente - Il foglio rosa che autorizza a esercitarsi alla guida sarà rilasciato solo dopo il superamento dell'esame di teoria. Previste esercitazioni alla guida nelle ore notturne e in autostrada. Ci si potrà esercitare anche a 17 anni, a patto di essere già titolari di patente a e di essere accompagnati da una persona titolare di patente B da almeno 10 anni. Chi ha subìto la revoca della patente (capita soprattutto per alcol e droga) dovrà attendere cinque anni e non più uno solo prima di fare domanda per rifare esercitazioni ed esami per ottenerne una ex-novo. È prevista poi anche l'introduzione della patente a punti e di sanzioni accessorie (come la sospensione della licenza di guida) anche per i motorini e le microcar da città: decurtazioni anche per i patentini e per chi ha la patente normale e guida un motorino o una microcar (oggi per le infrazioni commesse con questi veicoli si paga solo la multa). Se si commette un'infrazione da sospensione patente bisognerà sostenere nuovamente gli esami. Per i minorenni, l'obbligo dovrebbe scattare anche solo per infrazioni che comportano la decurtazione di cinque punti.
Inizialmente era prevista anche l'introduzione della patente a punti e di sanzioni accessorie (come la sospensione della licenza di guida) anche per i motorini e le microcar da città: decurtazioni anche per i patentini e per chi ha la patente normale e guida un motorino o una microcar (oggi per le infrazioni commesse con questi veicoli si paga solo la multa), ma per ora si è preferito soprassedere. Se si commette un'infrazione da sospensione patente bisognerà sostenere nuovamente gli esami. Per i minorenni, l'obbligo dovrebbe scattare anche solo per infrazioni che comportano la decurtazione di cinque punti. Diventa più severo il meccanismo della patente a punti: per essere costretti a rifare gli esami, non bisognerà più esaurire tutta la dote, ma basterà commettere nel giro di un anno tre infrazioni che comportino ciascuna la perdita di almeno cinque punti.

Educazione stradale - Dall'anno scolastico 2010-2011, norme più vincolanti affinché vengano effettivamente organizzati nelle scuole corsi di educazione stradale.

Ciclisti - Dovranno indossare giubbetti rifrangenti di notte o anche di giorno se attraversano gallerie.

Altre novità - Saranno ridotte le sanzioni per chi parcheggia moto e scooter sui marciapiedi. Quest'ultimo provvedimento è quello che ha riscosso la maggioranza più risicata nel sondaggio promosso da Quattroruote sull'iniziativa parlamentare. Mentre i maggiori consensi sono andati alla norma che prevede corsi obbligatori di educazione stradale nelle scuole.

02 maggio 2009 da www.ilsole24ore.it