martedì 8 dicembre 2009
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lunedì 7 dicembre 2009
"Si ai 150 in autostrada" Matteoli accetta la proposta
Si avvicina l'arrivo dei 150 orari in autostrada: a scendere in campo stavolta è lo stesso Ministro dei trasporti. "Sono favorevole alla proposta della Lega per innalzare il limite di velocità a 150 km orari nei tratti autostradali a tre corsie e dove c'è il tutor" ha infatti tagliato corto Altero Matteoli.
Va detto che questo concetto il Ministro lo aveva più volte appoggiato e anche stavolta non dimentica di ricordare che "sono stato sempre favorevole ad aumentare la velocità in alcune autostrade che hanno le caratteristiche adatte come le tre corsie e il tutor ma non per tutte le auto, ma per quelle che per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente a 150 km orari. Certo non le piccole auto".
Qui si apre però il vero problema della questione: stabilire quali siano le 'piccole auto' diventa impossibile. Piccole per cilindrata? Non è un parametro di sicurezza. Piccole per dimensioni? Nemmeno. E poi c'è la questione che già oggi è in vigore - come pochi sanno - il limite di 150, ma solo su determinate strade e in condizioni di perfetta visibilità, come recita il codice della strada. La scelta di passare da 130 a 150 è infatti lasciata al gestore della strada che fino a oggi si è ben guardare da applicare la norma. Motivo? La Ue ha in progetto di bloccare a 170 km/h elettronicamente tutte le auto e ha un corposo studio che dimostra come una riduzione di appena 3 km/h della velocità media permetterebbe di salvare da 5.000 a 6.000 vite ogni anno in Europa.
Il Tutor stesso ha dimostrato in modo inequivocabile che diminuendo la velocità crolla anche la mortalità, per cui nessun gestore di autostrade in Italia si è voluto prendere la responsabilità di passare a 150.
In ogni caso il progetto va avanti: il testo del disegno di legge che azzera il livello di alcol nel sangue per i neopatentati, spiega Matteoli, "dovrà comunque tornare alla Camera, perchè sono state apportate alcune modifiche. Anche alla Camera, dove c'è stata unanimità sul testo, c'era stata una proposta in tal senso. Poi era stata stralciata per licenziarlo all'unanimità. Non mi scandalizza che alcuni non siano favorevoli a questa proposta. Ma non mi sembra scandalosa la proposta della Lega".
Immediata la reazione del Pd: il senatore Marco Filippi, capogruppo del PD in commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato, ha criticato la proposta della Lega, avallata dal Ministro Matteoli: "Una volta tanto che una misura di sicurezza stava funzionando bene, con il tutor che dove è applicato ha diminuito gli incidenti in modo drastico, ecco subito che ci si ingegna su come vanificarla. Aumentare i limiti di velocità significa solo una cosa: aumentare il numero dei morti sulle autostrade. Non è un caso se nessuna delle concessionarie ha deciso di applicare la norma che già lo consente".
"Si tratta di pura propaganda - ha concluso Filippi - perché anche il guadagno in termini di tempo è ridicolo considerata l'attuale stato delle strade, ma molto pericolosa. Mentre si cerca di fare un lavoro serio per far diminuire i numeri delle vittime della strada c'è chi va in caccia di facili consensi, da un lato proponendo pene altissime per chi causa incidenti mortali e dall'altro facendo in modo che di fatto il rischio di incidenti diventi molto più alto."
da www.repubblica.it
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venerdì 4 dicembre 2009
Automobilisti: uno su tre non vede affatto bene
Atro che alcol, droghe o colpi di sonno: a mettere in crisi la sicurezza stradale è il fatto che un automobilista su tre non ci vede. "Non ci vede" non è una battuta ma una considerazione tecnica visto che secondo una ricerca realizzata dall'Università Bicocca di Milano il 32% dei conducenti di autoveicoli non ha i requisiti minimi di capacità visiva richiesti dalle legge.
Il progetto universitario, battezzato "'L'importanza di una corretta compensazione visiva per una guida sicura" per valutare quanto una non corretta visione influisca sulla capacità di guida, passa poi anche alle prove pratiche: nello spazio Quattroruote al Motorshow di Bologna, sarà a disposizione dei visitatori un simulatore di guida.
L'importanza di una corretta percezione visiva per la prevenzione degli incidenti stradali è stata avvalorata anche dal Nuovo Codice della Strada (CdS) che ha introdotto l'obbligo di tenere accese le luci dell'auto durante il giorno, oltre che da ricerche che dimostrano come, nelle ore diurne, le auto di colori scuri o poco appariscenti, come il nero, sono più soggette a incidenti.
Per questo è importante chiedersi quanto una visione non adeguata o un difetto sottocorretto possano incidere sull'efficienza visiva, o se l'attuale esame della vista per il conseguimento della patente sia o meno adeguato a testare le capacità. E ancora quanto una "non correzione" del difetto visivo possa incidere sulla capacità di condurre un mezzo.
4 dicembre 2009 DA WWW.REPUBBLICA.IT
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giovedì 3 dicembre 2009
Si sta correndo troppo veloce in auto? Un sms arriva sul cellulare autorizzato
(ASAPS), 3 dicembre 2009 – L’ultima invenzione in materia di sicurezza stradale, in particolar modo degli automobilisti più giovani, si chiama “Locus”. Si tratta di un dispositivo che, combinando Gps e telefono cellulare, riesce a controllare la posizione di un veicolo in movimento, inviando longitudine e latitudine del mezzo su numeri di cellulari autorizzati. Il sistema, inoltre, consente di conoscere la velocità a cui sta andando il veicolo monitorato.
“Siamo stati subissati di richieste da parte di genitori preoccupati dai dati sulle tragedie del sabato sera – ha spiegato Lisa Mazza, responsabile della Metripoltrading, ditta che distribuisce il prodotto. Locus è una scatoletta blu, concepita come antifurto satellitare, ma che di fatto si propone anche come ‘deterrente’ contro le stragi del sabato sera. Impostando un velocità massima da rilevare, infatti, avverte con un sms al numero di cellulare autorizzato se chi guida l'auto sta andando troppo veloce”. (ASAPS)
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Cosa succede all'estero: Canada
(ASAPS) QUÉBEC (CANADA), 3 dicembre 2009 – La provincia canadese del Québec abbasserà presto la soglia legale alcolica da 0,8 grammi di alcol per litro di sangue a 0,5 g/l, adeguandosi allo standard europeo. È questa l’ultimora che irrompe da Oltreoceano. Una novità che adegua la legislazione del Québec, la provincia più estesa e la seconda più popolosa dopo l’Ontario, alle altre province canadesi e che ha fatto davvero molto rumore, perché rompe definitivamente con una tradizione, quasi tutta anglosassone, che finora ha sempre teso alla conservazione dello status quo. È vero che nel rispetto rigido della norma, nella consegna della tolleranza zero impartita agli agenti di polizia stradale e nella certezza matematica di essere controllati, anche la soglia alcolica di 0,8 ha sempre garantito in questi stati una buona tenuta della sinistrosità, ma è altrettanto vero che le evidenze scientifiche attestano a 0,2 g/l l’effettivo confine alcolico di insicurezza. Sarà che con i suoi 7.568.640 abitanti (fonte Statistique Canada, gennaio 2005, ripresa da Wikipedia) il Québec rappresenta un buon 24% della popolazione complessiva del paese, ma di lingua francese. Forse, la lettura assidua delle notizie provenienti da Parigi e dintorni, ha convinto questo spicchio di Canada, che vanta strade tra le più sicure del mondo, che è necessario fare qualcosa di più. Il passaggio alla normativa più stretta non sarà traumatico, visto che gli esperti governativi hanno ideato una misura assolutamente soft: chi sarà sorpreso a circolare con un tasso compreso tra 0,5 a 0,8 andrà incontro alla sospensione della patente per 24 ore. Nessuna multa, nessuna denuncia. Per i giovani neopatentati di età inferiore ai 21 anni, invece, si prospetta il divieto assoluto di bere. Le novità sono tutte racchiuse in un progetto di legge presentato nei giorni scorsi nel parlamento del Québec dal ministro locale dei trasporti Julie Boulet, che aveva annunciato l’iniziativa in occasione della presentazione del secondo rapporto stilato dalla Tavola rotonda sulla sicurezza stradale. La sospensione amministrativa della patente di guida, quando il tasso alcolemico riscontrato sia compreso nella fascia 0,5/0,8 g/l, è già adottata da tempo nelle altre province canadesi e dunque, i turisti sono avvisati, si dovrà bere di meno: il ministro Boulet precisa però che non ci saranno multe, sequestro dei veicoli né decurtazione di punti. L’unica sanzione è simbolica: l’automobilista dovrà regalare 24 ore di sosta forzata. Il tempo di smaltire qualche fumo alcolico in eccesso. Secondo gli studi canadesi, infatti, con un tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l, gli adulti rischiano un incidente stradale cinque volte in più rispetto a conducenti sobri; i giovani, invece, rischiano nove volte di più. (ASAPS)
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giovedì 12 novembre 2009
Incidenti Stradali MORTALI - Spot pubblicitario
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domenica 8 novembre 2009
Più sicurezza sulle strade per i ciclisti italiani
(ASAPS), 7 novembre 2009 – Il popolo delle due ruote, quelle senza motore, scende in strada per invocare più sicurezza sulle strade. E’ quello che è successo ieri sera (6 novembre) ai Fori Imperiali dove ciclisti e non hanno preso parte a una fiaccolata per ricordare Eva Bohdalova, 28 anni, l’ultima vittima, in ordine cronologico, della violenza su strada. Eva è stata travolta e uccisa da un taxi mentre rincasava dopo il lavoro in sella alla sua bicicletta (l’incidente è avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 ottobre). In Italia muoiono 352 ciclisti all'anno, quasi uno al giorno, e 14.535 rimangono feriti. Chi prende la bicicletta per spostarsi in città rischia tanto. Non basta che faccia un favore ai concittadini liberando spazio prezioso dalle auto e muovendosi a inquinamento zero, paga la sua scelta con un'esposizione costante al pericolo. Pedoni e ciclisti costituiscono il 40% del totale delle vittime per incidenti stradali in città. Un dato che ci discosta anni luce dall' Europa, dove la percentuale è del 20%. In Italia la percentuale degli spostamenti in bicicletta è ferma al 4%. In Olanda è del 25%. La carta europea della mobilità sostenibile prescrive alle città di raggiungere almeno la quota del 15% sul totale degli spostamenti.
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mercoledì 4 novembre 2009
La polizia sbarca sul web "Su Facebook col casco"
Milano - "Facebook è come la strada", ne è certo il Direttore delle relazioni esterne della polizia Maurizio Masciopinto. E se il social network è come una normale carreggiata, per non uscire dalla metafora, allora le forze dell'ordine devono pattugliare. E' nato così, nel marzo di quest'anno, il primo profilo della polizia di Stato su Facebook. Lisa, capelli castani e occhi azzurrissimi incastonati nel volto di una trantenne in divisa (ovviamente). E' questo "la faccia" delle forze dell'ordine nel popolare network.
Su Facebook ma col casco ben allacciato "Per le forze dell'ordine è fondamentale la comunicazione e l'informazione - spiega Masciopinto -, per questo abbiamo deciso di approdare su Facebook. Internet offre moltissime possibilità ma anche dei rischi. Diciamo che è come la strada. Una ventina di anni fa si discuteva di quanto fosse pericoloso usare motorini e scooter ma nessuno ha mai pensato di abolirne la circolazione. Al contrario sono aumentate le norme e si è pensato alla sicurezza. Allo stesso modo, oggi, bisogna regolare la rete". L'Agente Lisa, che conta 5mila amici, risponde a domande, scioglie dubbi e presta assistenza agli internauti che la interpellano, come un vero agente in carne e ossa.
Furto d'identità e grooving: i reati 2.0 "Con il successo dei social network sono aumentati esponenzialmente alcuni reati, primo tra tutti il furto d'identità", racconta Marco Valerio Cervellini, Responsabile dei progetti educativi della polizia Postale, al Com.Pa, il Salone europeo della comunicazione pubblica alla Fiera di Milano. "Un altro fenomeno al centro delle nostre indagini è il grooving, l'adescamento in chat. Noi puntiamo inanzitutto alla sensibilizzazione e all'informazione per evitare che questi fenomeni si verifichino".
Un canale su Youtube Uno sbarco muscolare, quello della Polizia in rete, che ha comportato anche l'apertura di un canale su Youtube. "Grazie alla collaborazione con Google abbiamo aperto un nostro canale sul portale di videosharing. Siamo in possesso di una banca dati sterminata di video e filmati che abbiamo deciso di condividere - prosegue Masciopinto -. Lo scopo della rete è far vedere ai cittadini quello che non possono vedere con i loro occhi, ora hanno a disposizione anche i filmati delle nostre operazioni". Un successo premiato dalle cliccate. Sono più di 29mila gli utenti che hanno visitato, dal maggio di quest'anno a oggi, gli oltre 140 video caricati sul canale Youtube: quelli che documentano le più importanti azioni sono stati visti più di 80mila volte.
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Sara Tommasi, patente ritirata: manovra "azzardata" al semaforo
Milano - In corso Buenos Aires al volante di una Smart ha superato sulla sinistra le macchine incolonnate al semaforo che stavano lentamente riprendendo movimento quando è scattato il verde. Peccato però che Sara Tommasi abbia superato, in violazione del codice della strada, anche l’auto dei carabinieri del Nucleo radiomobile. Risultato: 150 euro di multa, dieci punti decurtati e patente ritirata per la showgirl. È accaduto intorno alle 15.
Una mano sulla coscienza Inutili i tentativi di giustificazione, i militari sono stati inflessibili. La soubrette ha spiegato che era di corsa, perché stava raggiungendo gli studi di Mediaset a Cologno Monzese. "Si metta la mano sulla coscienza" ha detto per tre volte al carabiniere, che evidentemente ha ritenuto più coscienzioso staccare la multa per violazione dell’articolo 148 del codice della strada. Articolo che vieta il sorpasso, sia a destra che a sinistra, di veicoli fermi o in lento movimento ai semafori o per altre cause di congestione della circolazione, quando a tal fine sia necessario spostarsi dalla parte della carreggiata destinata al senso opposto di marcia. La violazione comporta una multa e la sospensione della patente da uno a tre mesi. Alla Tommasi è stato concesso di raggiungere in auto gli studi televisivi.
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sabato 24 ottobre 2009
"Vietato multare Gelmini e Brambilla"
Roma, 19 ottobre 2009 - Malcostume alla guida per politici e ministri. Lo dennuncia in un suo articolo il settimanale 'L'Espresso', secondo cui "alla Prefettura di Milano, un tempo capitale morale, si sono abituati alle istanze di parlamentari e ministri per chiedere l'annullamento delle sanzioni".
Scrive il giornalista Thomas Mackinson: "Da Michela Vittoria Brambilla a Mariastella Gelmini, dall'onorevole pdl Maurizio Bernardo a Pietro Lunardi: basta una lettera su carta intestata per far sparire tutto. E magari, dietro quella multa c'è altro. Ad esempio il caso della Brambilla, che ha fatto spendere 500 euro al giorno per noleggiare una Mercedes con autista, incaricata di accompagnarla da casa al lavoro, 80 chilometri in tutto.
A rivelarlo è una multa per un semaforo non rispettato presa a Milano il 19 febbraio scorso e prontamente cestinata 'per motivi istituzionali'. Il verbale viene notificato qualche mese più tardi al titolare della concessionaria che ricorre al prefetto, chiedendo l'annullamento: 'La vettura è adibita al trasporto dell'onorevole Brambilla'.
Per dimostrarlo allega copia della fattura e del contratto di servizio con la prefettura di Lecco. Da questi documenti emerge il costo per il contribuente: l'auto è rimasta a disposizione di MVB per 19 ore consecutive, i chilometri percorsi sono stati 210 in più rispetto al pattuito e alla consegna il conto è di 530 euro per un solo giorno".
Viene poi citato il caso di Maurizio Bernardo, il deputato del Pdl. Multato per aver percorso in motorino la via di casa riservata ai bus, ha chiesto di non pagare 'in qualità di parlamentare lombardo e titolare di pass rilasciato dal Comune che autorizza a transitare nelle corsie preferenziali e nelle Ztl'. "Peccato che i pass valgano solo per le auto e non siano nominali ma legati sempre alla targa", si legge ancora.
"Il ministro Mariastella Gelmini invece passava sul cavalcavia Monteceneri a cento all'ora a bordo della sua Bmw. Difficile farla franca. Il viale è telecontrollato e falcidia migliaia di milanesi. E infatti il 24 ottobre 2008 il ministro riceve il suo verbale. La Gelmini prende carta intestata e scrive al prefetto. Nella comunicazione adduce 'impegni istituzionali improrogabili' e la multa è già un ricordo".
E all'indagine non sfugge nemmeno il padre della patente a punti, l'ex ministro Pietro Lunardi.
da http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2009/10/19/249306-vietato_multare.shtml
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