La giovane in coma ma fuori pericolo. Messo alle strette l'uomo ha ammesso le sue responsabilità
Sabato aveva dato fuoco alla sua auto e poi denunciato il furto al commissariato
ROMA - E' stato fermato dagli agenti del commissariato San Paolo, Massimiliano M., ventiseienne romano, il giovane ritenuto il pirata della strada che nella notte tra venerdì e sabato ha investito una studentessa sul Lungotevere all'altezza della Sinagoga.
Messo alle strette, l'uomo ha confessato le sue responsabilità. Sabato pomeriggio, per far sparire la sua Citroen C1 nera, ne aveva denunciato il furto agli agenti del commissariato. Nel corso delle indagini i poliziotti hanno trovato la macchina in una zona di campagna distrutta dalle fiamme. Il 36enne è stato interrogato a lungo e alla fine ha confessato di aver investito la studentessa.
Migliorano intanto le condizioni della ragazza, Irene Morabito, 21 anni. Questa mattina i medici dell'ospedale san Camillo, dopo una notte stabile, hanno sciolto la prognosi. La giovane è in coma farmacologico, ha subito fratture varie, alle caviglie, al bacino, all'anca e a una spalla, ma non è più in pericolo di vita. I familiari nei giorni scorsi avevano rivolto un appello a eventuali testimoni dell'incidente affinché collaborassero con le forze dell'ordine nella ricerca del pirata.
Irene, studentessa di scienze e comunicazione, era stata investita nella notte tra venerdì e sabato intorno alle 3.30. Stava tornando a casa dopo aver trascorso la serata con alcuni amici quando l'auto l'aveva travolta, sbalzandola per decine di metri fino a un cassonetto dell'immondizia. La vettura aveva poi proseguito la sua corsa, travolgendo altre auto, fino a schiantarsi dopo 200 metri sul semaforo di ponte Mazzini, ma il pirata della strada era riuscito a allontanarsi anche con la macchina semidistrutta.
(10 marzo 2009) DA WWW.REPUBBLICA.IT
martedì 10 marzo 2009
lunedì 9 marzo 2009
Alcol e incidenti stradali la polemica è infinita
I dati parlano di una forte riduzione degli incidenti: nel 2008 siamo a 54.605,
ben 5.644 in meno rispetto ai 60.249 del 2007 con una diminuzione del 9,4%
Incredibile ma vero: c'è ancora qualcuno che contesta il fatto che i divieti, più o meno assoluti, di bere prima di mettersi alla guida non servano a nulla. E chi contesta l'attuale linea dura nei confronti di chi guida in stato di ebrezza. "Incredibile perché" i dati parlano di una forte riduzione degli incidenti: nel 2008 i sinistri rilevati dalla Polizia Stradale e dai Carabinieri (ai quali si devono poi aggiungere quelli rilevati dalle Polizie Locali) nei giorni e notti del fine settimana sono stati 54.605, ben 5.644 in meno rispetto ai 60.249 del 2007 con una diminuzione del 9,4%. I morti sono stati 1.579, vale a dire - 6,7% e - 113 morti rispetto ai 1.692 del 2007. I morti fra i giovani sotto i 30 anni sono stati, secondo i dati ministeriali, 589 rispetto ai 693 dell'anno prima, 104 lenzuoli bianchi in meno -15%. I morti nelle ore notturne (22-06) sono stati 509, anche in questo caso 74 in meno rispetto ai 583 del 2007 e un calo del 12,7%. Anche i feriti sono diminuiti del 9,2%.
Dati ancora migliori si registrano nei primi 8 fine settimana del 2009. Infatti gli incidenti sono calati del 10,4% (800 in meno), i morti sono diminuiti del 17,6% (32 in meno), quelli sotto i 30 anni sono stati 57,(4 in più). I decessi in incidenti notturni nel fine settimana sono calati del 16,1% (9 in meno) i feriti sono calati addirittura del 19,9%, con 1.160 ingressi in meno al pronto soccorso.
Ma a cosa è dovuta questa diminuzione di incidenti? Certamente l'incremento dei controlli con l'etilometro arrivati a sfiorare quota 1.400.000 nel 2008 (+70% rispetto agli 800.000 del 2007) ha avuto la sua parte di merito. Certamente la confisca dell'auto, approvata nel 2008, ha avuto il suo peso come elemento dissuasivo per far capire che sulla strada l'epoca delle leggerezze era finita.
"Tuttavia - spiega Giordano Biserni, presidente Asaps, associazione amici polizia stradale - siamo del parere che il divieto di somministrazione degli alcolici dopo le 2 di notte nei locali di pubblico intrattenimento e spettacolo sia stato importante nel determinare una diminuzione dei volumi di alcol assorbiti, attutendo le relative conseguenze drammatiche sull'asfalto, anche se è bene ricordare che l'alcol ha conseguenze serie anche "oltre" la strada. Molti lo dimenticano".
(26 febbraio 2009) www.repubblica.it
ben 5.644 in meno rispetto ai 60.249 del 2007 con una diminuzione del 9,4%
Incredibile ma vero: c'è ancora qualcuno che contesta il fatto che i divieti, più o meno assoluti, di bere prima di mettersi alla guida non servano a nulla. E chi contesta l'attuale linea dura nei confronti di chi guida in stato di ebrezza. "Incredibile perché" i dati parlano di una forte riduzione degli incidenti: nel 2008 i sinistri rilevati dalla Polizia Stradale e dai Carabinieri (ai quali si devono poi aggiungere quelli rilevati dalle Polizie Locali) nei giorni e notti del fine settimana sono stati 54.605, ben 5.644 in meno rispetto ai 60.249 del 2007 con una diminuzione del 9,4%. I morti sono stati 1.579, vale a dire - 6,7% e - 113 morti rispetto ai 1.692 del 2007. I morti fra i giovani sotto i 30 anni sono stati, secondo i dati ministeriali, 589 rispetto ai 693 dell'anno prima, 104 lenzuoli bianchi in meno -15%. I morti nelle ore notturne (22-06) sono stati 509, anche in questo caso 74 in meno rispetto ai 583 del 2007 e un calo del 12,7%. Anche i feriti sono diminuiti del 9,2%.
Dati ancora migliori si registrano nei primi 8 fine settimana del 2009. Infatti gli incidenti sono calati del 10,4% (800 in meno), i morti sono diminuiti del 17,6% (32 in meno), quelli sotto i 30 anni sono stati 57,(4 in più). I decessi in incidenti notturni nel fine settimana sono calati del 16,1% (9 in meno) i feriti sono calati addirittura del 19,9%, con 1.160 ingressi in meno al pronto soccorso.
Ma a cosa è dovuta questa diminuzione di incidenti? Certamente l'incremento dei controlli con l'etilometro arrivati a sfiorare quota 1.400.000 nel 2008 (+70% rispetto agli 800.000 del 2007) ha avuto la sua parte di merito. Certamente la confisca dell'auto, approvata nel 2008, ha avuto il suo peso come elemento dissuasivo per far capire che sulla strada l'epoca delle leggerezze era finita.
"Tuttavia - spiega Giordano Biserni, presidente Asaps, associazione amici polizia stradale - siamo del parere che il divieto di somministrazione degli alcolici dopo le 2 di notte nei locali di pubblico intrattenimento e spettacolo sia stato importante nel determinare una diminuzione dei volumi di alcol assorbiti, attutendo le relative conseguenze drammatiche sull'asfalto, anche se è bene ricordare che l'alcol ha conseguenze serie anche "oltre" la strada. Molti lo dimenticano".
(26 febbraio 2009) www.repubblica.it
CONFERENZA “GUIDA SOTTO L’EFFETTO DELL’ALCOOL” Monfalcone, 14 dicembre 2006
Organizzata dal nostro Comitato e con il patrocinio del Comune di
Monfalcone, si è tenuta, nella sala conferenze della Casa Albergo di
via Crociera, la conferenza sul tema: “Guida sotto l’effetto dell’ alcool -
Rischi e Pericoli” Moderatore è stato il Presidente Franco Stacul che
ha spiegato ai presenti che la nostra Associazione, costituita da appena
un anno e mezzo, si adopera molto nel campo socio-culturale locale,
nazionale ed internazionale sottolineando gli incontri avuti con il colleghi
della vicina Slovenia ed Austria. Ha presentato Il Dott. Andrea
Montagnani, Assessore ai Progetti di quartiere del Comune di
Monfalcone che nel suo intervento, dopo aver portato il saluto del
Sindaco, ha ringraziato l’ I.P.A. per l’impegno profuso nell’affrontare
argomenti scottanti e più che mai attuali. E’ stata quindi la volta del
Dott. Andrea Fiore, responsabile del SER.T -Basso Isontino- di
Monfalcone il quale ha riferito come sono sempre di più le persone
che arrivano nella sua struttura dopo essere state “pizzicate” dalle forze
dell’ordine -previo test - alla guida con limiti di alcool nel sangue superiori
L’Isp.Scocco, il Pres.Stacul, l’Ass.Montagnani ed il Dr.
Fiore in un momento della conferenza (foto: Muradore)
a quelli consentiti; non ubriachi ma comunque alticci. Si tratta ad ogni modo di adulti che pensano sia un atto di
socialità il farsi “un bicchiere con amici”.
In sostituzione del Dott. Gennaro D’Agnese, Comandante della Sezione Polstrada di Gorizia, impegnato in Palestina
per addestrare quella Polizia, ha preso la parola l’Ispettore Capo di Polizia Stradale Ezio Scocco il quale ha riferito che
a livello nazionale la percentuale degli incidenti causati per guida in stato di ebbrezza è del 2% mentre nella nostra
Provincia il problema è più grave; infatti la percentuale riferita all’anno 2005 è stata del 13%. Fino a novembre del 2006
gli incidenti sono stati 710 di cui 81 quelli causati da guida sotto l’effetto dell’alcool. A livello europeo si sta cercando
di ridurre del 50% l’incidenza dei sinistri mortali adottando un metodo piuttosto semplice: alla guida del mezzo si mette
la persona che non ha bevuto alcolici. Da ricordare che in caso di incidente stradale, sia di giorno che di notte -anche
con solo danni ai mezzi-, le nuove normative prevedono sempre la misurazione del tasso alcolemico del conducente.
Inoltre anche le compagnie assicuratrici non risarciscono se il conducente è stato trovato con tasso alcolico superiore
a quello consentito dalla Legge.
Mario Mosca
Monfalcone, si è tenuta, nella sala conferenze della Casa Albergo di
via Crociera, la conferenza sul tema: “Guida sotto l’effetto dell’ alcool -
Rischi e Pericoli” Moderatore è stato il Presidente Franco Stacul che
ha spiegato ai presenti che la nostra Associazione, costituita da appena
un anno e mezzo, si adopera molto nel campo socio-culturale locale,
nazionale ed internazionale sottolineando gli incontri avuti con il colleghi
della vicina Slovenia ed Austria. Ha presentato Il Dott. Andrea
Montagnani, Assessore ai Progetti di quartiere del Comune di
Monfalcone che nel suo intervento, dopo aver portato il saluto del
Sindaco, ha ringraziato l’ I.P.A. per l’impegno profuso nell’affrontare
argomenti scottanti e più che mai attuali. E’ stata quindi la volta del
Dott. Andrea Fiore, responsabile del SER.T -Basso Isontino- di
Monfalcone il quale ha riferito come sono sempre di più le persone
che arrivano nella sua struttura dopo essere state “pizzicate” dalle forze
dell’ordine -previo test - alla guida con limiti di alcool nel sangue superiori
L’Isp.Scocco, il Pres.Stacul, l’Ass.Montagnani ed il Dr.
Fiore in un momento della conferenza (foto: Muradore)
a quelli consentiti; non ubriachi ma comunque alticci. Si tratta ad ogni modo di adulti che pensano sia un atto di
socialità il farsi “un bicchiere con amici”.
In sostituzione del Dott. Gennaro D’Agnese, Comandante della Sezione Polstrada di Gorizia, impegnato in Palestina
per addestrare quella Polizia, ha preso la parola l’Ispettore Capo di Polizia Stradale Ezio Scocco il quale ha riferito che
a livello nazionale la percentuale degli incidenti causati per guida in stato di ebbrezza è del 2% mentre nella nostra
Provincia il problema è più grave; infatti la percentuale riferita all’anno 2005 è stata del 13%. Fino a novembre del 2006
gli incidenti sono stati 710 di cui 81 quelli causati da guida sotto l’effetto dell’alcool. A livello europeo si sta cercando
di ridurre del 50% l’incidenza dei sinistri mortali adottando un metodo piuttosto semplice: alla guida del mezzo si mette
la persona che non ha bevuto alcolici. Da ricordare che in caso di incidente stradale, sia di giorno che di notte -anche
con solo danni ai mezzi-, le nuove normative prevedono sempre la misurazione del tasso alcolemico del conducente.
Inoltre anche le compagnie assicuratrici non risarciscono se il conducente è stato trovato con tasso alcolico superiore
a quello consentito dalla Legge.
Mario Mosca
GORIZIA: INCIDENTE STRADALE MORTALE
OGGI, ALLE ORE 11.30, LUNGO LA STRADA PROVINCIALE NUMERO 17 DEL COLLIO,IN LOCALITA' OSLAVIA, TERRITORIO DEL COMUNE DI GORIZIA, SI E' VERIFICATO UN INCIDENTE STRADALE AUTONOMO A SEGUITO DEL QUALE TALE PIRIH MARIJ DI ANNI 71 DI NOVA GORICA (SLO) HA RIPORTATO DELLE LESIONI FISICHE PER L'ENTITA' DELLE QUALI GIUNGEVA CADAVERE AL PRONTO SOCCORSO DELL'OSPEDALE CIVILE DI GORIZIA. L'UOMO AL MOMENTO DEL FATTO ERA ALLA GUIDA DELLA SUA AUTOVETTURA SKODA FELICIA ED ERA DIRETTO VERSO IL CENTRO DI GORIZIA, QUANDO APPUNTO E' INCORSO NEL SINISTRO STRADALE. LE INDAGINI SONO CONDOTTE DALL'UFFICIO INFORTUNISTICA DELLA SEZIONE POLIZIA STRADALE DI GORIZIA, E SONO COORDINATE DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI GORIZIA, NELLA PERSONA DELLA DOTT.SSA ANNUNZIATA PUGLIA - SOSTITUTO PEOCURATORE DELLA REPUBBLICA. I FAMILIARI DELLA VITTIMA (MOGLIE E FIGLIA RESIDENTI IN SLOVENIA) SONO STATI AVVISATI DALLA POLIZIA STRADALE SLOVENA, SOLLECITATA IN TAL SENSO DALLA POLIZIA DI STATO ITALIANA.
GORIZIA, 09 MARZO 2009 - LO STAFF
GORIZIA, 09 MARZO 2009 - LO STAFF
LINK INTERESSANTE
La nostra amica monica ci ha segnalato questo interessante link, sul quale troverete importanti aggiornamenti di cronaca per quel che riguarda l'infortunistica stradale:
http://www.romatoday.it/tag/incidenti-stradali#
saluti a tutti - Lo Staff
http://www.romatoday.it/tag/incidenti-stradali#
saluti a tutti - Lo Staff
Pirata della strada, grave ragazza a Roma
ROMA - "Stavamo attraversando la strada. Quella macchina ci è piombata addosso, ha scaraventato Irene contro i cassonetti della spazzatura ed è scappata via". E' in prognosi riservata la ragazza di 21 anni che nella notte tra venerdì e sabato, sul Lungotevere di Roma, è stata investita da un'auto pirata.
Valentina, l'amica che era con lei, ricorda quegli attimi terribili: "Stavamo tornando a casa. Avevamo trascorso la serata con alcuni amici. Erano le tre e mezzo. Irene era qualche passo dietro di me. Improvvisamente mi sono vista i fari di quella macchina addosso. Mi sono girata e la mia amica era già a terra, buttata come uno straccio decine di metri più avanti".
L'incidente è avvenuto all'altezza della Sinagoga, non lontano dal punto dove, nel marzo scorso, un giovane automobilista investì e uccise due turiste irlandesi. Insieme a Valentina e a Irene Morabito, c'erano altri amici che hanno assisitito all'incidente. "Non sono riusciti a prendere nota della targa", dice Stefano, uno dei due fratelli di Irene. "C'erano pezzi di carrozzeria ovunque. Non può dire di non essersi accorto di quello che aveva fatto. Eppure non si è fermato. E' scappato via".
Duecento metri dopo, l'auto è finita contro un semaforo, ma neppure allora la corsa del pirata della strada si è interrotta. I vigili urbani ammettono che pochi sono gli indizi per risalire all'indentità dell'automobilista ma lanciano un appello: "Chi ha visto si faccia avanti". Lo chiedono anche i familiari di Irene: "Chi ha investito mia sorella - dice Stefano - si costituisca. Ha fatto una cosa gravissima e noi stiamo soffrendo".
(8 marzo 2009)da www.ewpubblica.it
Valentina, l'amica che era con lei, ricorda quegli attimi terribili: "Stavamo tornando a casa. Avevamo trascorso la serata con alcuni amici. Erano le tre e mezzo. Irene era qualche passo dietro di me. Improvvisamente mi sono vista i fari di quella macchina addosso. Mi sono girata e la mia amica era già a terra, buttata come uno straccio decine di metri più avanti".
L'incidente è avvenuto all'altezza della Sinagoga, non lontano dal punto dove, nel marzo scorso, un giovane automobilista investì e uccise due turiste irlandesi. Insieme a Valentina e a Irene Morabito, c'erano altri amici che hanno assisitito all'incidente. "Non sono riusciti a prendere nota della targa", dice Stefano, uno dei due fratelli di Irene. "C'erano pezzi di carrozzeria ovunque. Non può dire di non essersi accorto di quello che aveva fatto. Eppure non si è fermato. E' scappato via".
Duecento metri dopo, l'auto è finita contro un semaforo, ma neppure allora la corsa del pirata della strada si è interrotta. I vigili urbani ammettono che pochi sono gli indizi per risalire all'indentità dell'automobilista ma lanciano un appello: "Chi ha visto si faccia avanti". Lo chiedono anche i familiari di Irene: "Chi ha investito mia sorella - dice Stefano - si costituisca. Ha fatto una cosa gravissima e noi stiamo soffrendo".
(8 marzo 2009)da www.ewpubblica.it
sabato 7 marzo 2009
Investe e uccide ragazza Linea dura dei magistrati
MILANO - Quindici giorni fa su un ciclomotore ha sorpassato a destra un autobus e ucciso una ragazza sulle strisce pedonali. Ieri i magistrati l'hanno fatto arrestare dai carabinieri per «omicidio colposo» (da 2 a 6 anni) aggravato dalla previsione dell'evento: dunque non perché se la sentano di contestargli l'omicidio volontario, ma perché sostengono che, alla luce di 5 precedenti incidenti stradali provocati in 7 anni alla guida anche di mezzi altrui, e di due multe per passaggio col rosso e uso del telefono cellulare, non basti il sequestro del motorino o la sospensione della patente, ma soltanto la custodia cautelare (agli arresti domiciliari) possa impedirgli di reiterare «altre condotte colpose che violano norme di prudenza» nella circolazione stradale. Una scelta delicata. Nella valutazione del gip. E più ancora forse nell'approccio della Procura, almeno a giudicare dall'inedito passaggio che, nella richiesta di arresto, rimarca che «questo ufficio ha inteso imprimere alle investigazioni una forte accelerazione e il dovuto rigore».
«Non ho la forza di parlare... sono morto con mia figlia... aveva 23 anni e studiava al quarto anno di Giurisprudenza, voleva fare il magistrato.... », sussurra dalla Calabria il papà di Michela Corica, parte civile con l'avvocato Giuseppe Fiorella. La dinamica dell'incidente non è dubbia nella sua gravità. Alle 11.15 del 23 febbraio la studentessa attraversa sulle strisce pedonali in pieno centro, tra corso XXII Marzo e Piazza 5 Giornate. L'autobus si ferma per farla passare. Ma Matteo Grassitelli, 40 anni, alla guida di un ciclomotore appartenente a un'amica, sorpassa a destra il bus e travolge la ragazza, lasciando «sull'asfalto una strisciata di 9 metri», per il gip «significativa dell'elevata velocità». Non scappa. Ma dal pronto soccorso «si allontana autonomamente prima che i sanitari di turno possano prendersi cura di lui e prima pertanto che possano essere effettuati gli opportuni accertamenti volti a rilevare l'eventuale assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti». Circostanza che per il pm «attesta l'evidente volontà di sottrarsi alle conseguenze del suo gravissimo atto», mentre per il difensore Barbara Mancini dipende solo dal fatto «che nessuno gli ha detto che doveva fermarsi: tanto che, appena uscito, per prima cosa è andato nell'altro ospedale a chiedere notizie della ragazza». Ma non è questo l'elemento principale che fa scattare l'arresto. È invece il "curriculum" stradale dell'uomo.
Il giudice Simone Luerti, pur notando che «i rilievi sono stati eseguiti dalla polizia locale non senza una certa censurabile approssimazione», valorizza la nota dei vigili urbani che segnala che «dal 2001 al 2008» l'investitore «si è reso responsabile quantomeno di 5 incidenti stradali contrassegnati da una sua condotta in violazione di norme del codice della strada» (ma l'avvocato obietta che sarebbero microtamponamenti con danni alle carrozzerie, e di un'auto con gomma bucata); e che ha riportato «almeno altre due recenti infrazioni che non hanno comportato incidenti ma costituiscono comunque comportamenti pericolosi, come parlare al cellulare e non arrestarsi al semaforo rosso».
È lo stesso gip a premettere quanto sia «arduo e delicato » valutare «esigenze di tutela sociale» nel caso di reati colposi «e quindi presumibilmente occasionali». Ma ciò, a suo avviso, «non esclude che determinate circostanze possano rivelare un'attitudine costante del reo a tenere comportamenti che violano norme di prudenza generiche o specifiche». E in questi casi, «una volta accertata la sistematica noncuranza delle regole che disciplinano la convivenza civile, nulla vieta di considerare concreto e attuale il pericolo di reiterazione di condotte colpose».
Luigi Ferrarella
07 marzo 2009 dal Corriere della Sera
«Non ho la forza di parlare... sono morto con mia figlia... aveva 23 anni e studiava al quarto anno di Giurisprudenza, voleva fare il magistrato.... », sussurra dalla Calabria il papà di Michela Corica, parte civile con l'avvocato Giuseppe Fiorella. La dinamica dell'incidente non è dubbia nella sua gravità. Alle 11.15 del 23 febbraio la studentessa attraversa sulle strisce pedonali in pieno centro, tra corso XXII Marzo e Piazza 5 Giornate. L'autobus si ferma per farla passare. Ma Matteo Grassitelli, 40 anni, alla guida di un ciclomotore appartenente a un'amica, sorpassa a destra il bus e travolge la ragazza, lasciando «sull'asfalto una strisciata di 9 metri», per il gip «significativa dell'elevata velocità». Non scappa. Ma dal pronto soccorso «si allontana autonomamente prima che i sanitari di turno possano prendersi cura di lui e prima pertanto che possano essere effettuati gli opportuni accertamenti volti a rilevare l'eventuale assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti». Circostanza che per il pm «attesta l'evidente volontà di sottrarsi alle conseguenze del suo gravissimo atto», mentre per il difensore Barbara Mancini dipende solo dal fatto «che nessuno gli ha detto che doveva fermarsi: tanto che, appena uscito, per prima cosa è andato nell'altro ospedale a chiedere notizie della ragazza». Ma non è questo l'elemento principale che fa scattare l'arresto. È invece il "curriculum" stradale dell'uomo.
Il giudice Simone Luerti, pur notando che «i rilievi sono stati eseguiti dalla polizia locale non senza una certa censurabile approssimazione», valorizza la nota dei vigili urbani che segnala che «dal 2001 al 2008» l'investitore «si è reso responsabile quantomeno di 5 incidenti stradali contrassegnati da una sua condotta in violazione di norme del codice della strada» (ma l'avvocato obietta che sarebbero microtamponamenti con danni alle carrozzerie, e di un'auto con gomma bucata); e che ha riportato «almeno altre due recenti infrazioni che non hanno comportato incidenti ma costituiscono comunque comportamenti pericolosi, come parlare al cellulare e non arrestarsi al semaforo rosso».
È lo stesso gip a premettere quanto sia «arduo e delicato » valutare «esigenze di tutela sociale» nel caso di reati colposi «e quindi presumibilmente occasionali». Ma ciò, a suo avviso, «non esclude che determinate circostanze possano rivelare un'attitudine costante del reo a tenere comportamenti che violano norme di prudenza generiche o specifiche». E in questi casi, «una volta accertata la sistematica noncuranza delle regole che disciplinano la convivenza civile, nulla vieta di considerare concreto e attuale il pericolo di reiterazione di condotte colpose».
Luigi Ferrarella
07 marzo 2009 dal Corriere della Sera
lunedì 23 febbraio 2009
L'Istat sbaglia: "Mancano 90.000 incidenti stradali"
I conti sugli incidenti stradali non tornano. La denuncia arriva dall'Anvu, l'associazione delle polizie locali d'Italia, secondo cui risultano "persi" per strada ogni anno almeno 90.000 sinistri stradali con lesioni rilevati dalla polizia municipale. Secondo l'Anvu manca infatti un sistema centrale informatico per la raccolta dell'attività della polizia locale che da sola rileva in Italia 3 incidenti su 4.
Questi dati sono sati evidenziati dall'Anvu con la pubblicazione del secondo stralcio della ricerca statistica sui dati dei sinistri stradali relativi al 2008, effettuata con il portale poliziamunicipale. it. Secondo l'osservatorio della polizia municipale i dati elaborati analizzando un campione di comuni pari quasi al 30% della popolazione residente, evidenziano che i dati ufficiali diffusi dall'Istat a fine anno sono gravemente carenti di informazioni.
Oppure, fanno notare dall'Anvu, nel corso del 2008 avremo un aumento impressionante di feriti e decessi, in assoluta controtendenza rispetto agli impegni europei di limitazione dei rischi stradali. Nel 2007, secondo i dati ufficiali dell'Istat, infatti, il numero complessivo di incidenti con feriti o decessi ammontava a 230.871. Secondo la stima elaborata dall'osservatorio Anvu - poliziamunicipale. it nel 2008 quelli effettivamente occorsi saranno 320.000, quindi 90.000 in più rispetto ai dati ufficiali del 2007. La cifra in ballo non è cosa da poco e sarebbe quindi opportuno che gli organi competenti chiariscano la vicenda. I dati relativi all'indagine svolta sono reperibili sul sito della polizia municipale a questo link. (m. r.)
(10 febbraio 2009) da www.repubblica.it
Questi dati sono sati evidenziati dall'Anvu con la pubblicazione del secondo stralcio della ricerca statistica sui dati dei sinistri stradali relativi al 2008, effettuata con il portale poliziamunicipale. it. Secondo l'osservatorio della polizia municipale i dati elaborati analizzando un campione di comuni pari quasi al 30% della popolazione residente, evidenziano che i dati ufficiali diffusi dall'Istat a fine anno sono gravemente carenti di informazioni.
Oppure, fanno notare dall'Anvu, nel corso del 2008 avremo un aumento impressionante di feriti e decessi, in assoluta controtendenza rispetto agli impegni europei di limitazione dei rischi stradali. Nel 2007, secondo i dati ufficiali dell'Istat, infatti, il numero complessivo di incidenti con feriti o decessi ammontava a 230.871. Secondo la stima elaborata dall'osservatorio Anvu - poliziamunicipale. it nel 2008 quelli effettivamente occorsi saranno 320.000, quindi 90.000 in più rispetto ai dati ufficiali del 2007. La cifra in ballo non è cosa da poco e sarebbe quindi opportuno che gli organi competenti chiariscano la vicenda. I dati relativi all'indagine svolta sono reperibili sul sito della polizia municipale a questo link. (m. r.)
(10 febbraio 2009) da www.repubblica.it
martedì 17 febbraio 2009
Un comunicato dell’Avv. Sergio Zaro
Un comunicato dell’Avv. Sergio Zaro legale di fiducia del Presidente, e della Comandante della Polizia Locale, dell’Unione fra i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno
“Comunicato Stampa”
a cura dell’Avv. Sergio Zaro legale di fiducia del Presidente, e della Comandante della Polizia Locale, dell’Unione fra i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno
Gallarate, 12 febbraio 2009
In merito agli articoli di cronaca pubblicati di recente su alcuni quotidiani, circa i cosiddetti semafori “T-Red”, l’Avv. Sergio Zaro, nella qualità di cui sopra, precisa quanto segue:
§ Il Presidente, e la Comandante della Polizia Locale, dell’Unione fra i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno, sono assolutamente estranei ai presunti fatti illeciti narrati nei suddetti articoli, non avendo peraltro gli stessi mai ricevuto alcun avviso di garanzia.
§ La società fornitrice, già nelle fasi della procedura di gara, faceva consegna al suddetto Ente Territoriale dei decreti di omologazione rilasciati dal Ministero dei Trasporti.
§ L’apparecchiatura T-Red, collocata nel Comune di Lonate Pozzolo, veniva rimossa fin dal luglio del 2008 per scadenza del contratto annuale con la società fornitrice.
§ Il sistema T-Red non fu mai utilizzato in combinazione con altro sistema di regolazione del naturale ciclo semaforico di rilevamento del traffico o della velocità.
§ A seguito dell’installazione del T-Red non fu apportata alcuna riduzione del tempo originario di accensione della luce semaforica gialla.
§ L’accertamento delle infrazioni è sempre avvenuto, solo ed esclusivamente, ad opera degli Agenti preposti a tale servizio attraverso la visione dei relativi fotogrammi.
§ I verbali delle infrazioni, venivano redatti dall’Agente preposto, a mezzo di sistema informatico (conformemente a quanto previsto dall’art. 3 del D.L.vo 1272/93 n. 39), e successivamente trasmessi, in via telematica, alla società incaricata della gestione dei servizi pubblici, per la stampa e la spedizione.
§ La Comandante della Polizia Locale non ha mai percepito, a fronte delle entrate derivanti dalle relative sanzioni pecuniarie, alcuna indennità od emolumento.
§ Il Presidente, e la Comandante della Polizia Locale, dell’Unione fra i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno, si riservano di costituirsi parte civile nei confronti dei responsabili dei fatti oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica di Verona, al fine di ottenere il risarcimento di tutti i danni patrimoniali, nonché morali per il grave pregiudizio arrecato al prestigio e alla credibilità dell’Ente Territoriale e dell’intero reparto della Polizia Locale.
“Comunicato Stampa”
a cura dell’Avv. Sergio Zaro legale di fiducia del Presidente, e della Comandante della Polizia Locale, dell’Unione fra i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno
Gallarate, 12 febbraio 2009
In merito agli articoli di cronaca pubblicati di recente su alcuni quotidiani, circa i cosiddetti semafori “T-Red”, l’Avv. Sergio Zaro, nella qualità di cui sopra, precisa quanto segue:
§ Il Presidente, e la Comandante della Polizia Locale, dell’Unione fra i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno, sono assolutamente estranei ai presunti fatti illeciti narrati nei suddetti articoli, non avendo peraltro gli stessi mai ricevuto alcun avviso di garanzia.
§ La società fornitrice, già nelle fasi della procedura di gara, faceva consegna al suddetto Ente Territoriale dei decreti di omologazione rilasciati dal Ministero dei Trasporti.
§ L’apparecchiatura T-Red, collocata nel Comune di Lonate Pozzolo, veniva rimossa fin dal luglio del 2008 per scadenza del contratto annuale con la società fornitrice.
§ Il sistema T-Red non fu mai utilizzato in combinazione con altro sistema di regolazione del naturale ciclo semaforico di rilevamento del traffico o della velocità.
§ A seguito dell’installazione del T-Red non fu apportata alcuna riduzione del tempo originario di accensione della luce semaforica gialla.
§ L’accertamento delle infrazioni è sempre avvenuto, solo ed esclusivamente, ad opera degli Agenti preposti a tale servizio attraverso la visione dei relativi fotogrammi.
§ I verbali delle infrazioni, venivano redatti dall’Agente preposto, a mezzo di sistema informatico (conformemente a quanto previsto dall’art. 3 del D.L.vo 1272/93 n. 39), e successivamente trasmessi, in via telematica, alla società incaricata della gestione dei servizi pubblici, per la stampa e la spedizione.
§ La Comandante della Polizia Locale non ha mai percepito, a fronte delle entrate derivanti dalle relative sanzioni pecuniarie, alcuna indennità od emolumento.
§ Il Presidente, e la Comandante della Polizia Locale, dell’Unione fra i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno, si riservano di costituirsi parte civile nei confronti dei responsabili dei fatti oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica di Verona, al fine di ottenere il risarcimento di tutti i danni patrimoniali, nonché morali per il grave pregiudizio arrecato al prestigio e alla credibilità dell’Ente Territoriale e dell’intero reparto della Polizia Locale.
martedì 3 febbraio 2009
Emergenza pirati della strada In un anno sono raddoppiati
Ogni tre giorni in Italia viene ammazzato qualcuno da un pirata della strada. E uno al giorno rimane gravemente ferito. Per la pirateria ormai è totale emergenza: nel 2007 sono stati registrati 161 casi, mentre nel 2008 ben 323, con una crescita record del 100,6 per cento. Tradotto in vittime questo incredibile aumento significa 93 morti con un incremento del 36,8% rispetto ai 68 del 2007 mentre il numero dei feriti lo scorso anno ha avuto un balzo del 120,7% con 331 vittime rispetto alle 150 del 2007.
Tutti i casi di pirateria del 2008 (Pdf)
Questi gli incredibili dati che siamo in grado di anticipare e che saranno pubblicati sul prossimo numero de Il Centauro, rivista dell'Asaps, amici polizia stradale.
Triste constatare come poi da tutta questa mole di dati emerga il fatto che - ancora una volta - sono proprio le categorie deboli della strada, in modo particolare anziani e bambini, a pagare un prezzo altissimo: 54 sono gli anziani coinvolti, 41 i bambini, rispettivamente il 12,7% ed il 9,7%. Tra i minori, quelli di età inferiore ai 14 anni rimasti vittima di questo atto di vigliaccheria stradale sono stati in tutto 14 (3,3%), 2 dei quali rimasti uccisi e 12 feriti. I pedoni sono la categoria più tartassata, con 134 eventi: 42 morti (9,9%) e 92 feriti (21,7%). Infine i ciclisti: 42 gli episodi (9,9%), 16 lenzuola bianche (3,8%) e 26 ricoveri (6,1%).
Chiara anche la cosiddetta "geografia" degli episodi di pirateria stradale: al primo posto c'è la Campania con 39 casi (12,1%), seguono la Toscana e l'Emilia Romagna, con rispettivamente 37 e 36 episodi (11,5% e 11,1%). Le regioni più virtuose? Umbria e Valle d'Aosta (0,6%) con due casi, e Basilicata (0,3%) che ha fatto registrare un solo caso.
L'identikit del pirata? "Nella maggior parte dei casi - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps - si tratta di uomini di età compresa tra i 18 ed i 44 anni, spesso sotto l'effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti e per questo decidono di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilità. Hanno rilievo consistente anche i casi di veicoli con assicurazioni scadute o addirittura false. Spesso è determinante anche il timore di perdere la patente. Le pene, peraltro, non sono particolarmente dissuasive: da tre mesi a tre anni A queste si aggiungono però quelle per le lesioni o l'omicidio".
In questo inferno va detto che ormai pochi pirati riescono a farla franca: il 77,1% degli autori viene smascherato, mentre "solo" il 22,9% resta ignoto. Merito certo delle tecniche investigative (su 323 inchieste, 249 hanno condotto all'identificazione del responsabile, arrestato in 125 occasioni e denunciato a piede libero in altre 124) ma deve far riflettere una cosa: in ben 109 casi (43,8%) nel 2008 il pirata della strada era ubriaco o drogato. Ed è un calcolo per difetto perché spesso quando le forze di polizia identificano l'autore dopo qualche giorno dall'incidente non ha più senso sottoporre il sospetto a controllo alcolemico o narcotest.
Ma quando si ha a che fare con un ubriaco o con un drogato è chiaro che qualsiasi regola venga ignorata sistematicamente. La soluzione del problema è quindi a monte: nel tentativo di non dare la possibilità a un drogato o a un ubriaco di mettersi impunemente al volante.
(3 febbraio 2009) da www.repubblica.it
Tutti i casi di pirateria del 2008 (Pdf)
Questi gli incredibili dati che siamo in grado di anticipare e che saranno pubblicati sul prossimo numero de Il Centauro, rivista dell'Asaps, amici polizia stradale.
Triste constatare come poi da tutta questa mole di dati emerga il fatto che - ancora una volta - sono proprio le categorie deboli della strada, in modo particolare anziani e bambini, a pagare un prezzo altissimo: 54 sono gli anziani coinvolti, 41 i bambini, rispettivamente il 12,7% ed il 9,7%. Tra i minori, quelli di età inferiore ai 14 anni rimasti vittima di questo atto di vigliaccheria stradale sono stati in tutto 14 (3,3%), 2 dei quali rimasti uccisi e 12 feriti. I pedoni sono la categoria più tartassata, con 134 eventi: 42 morti (9,9%) e 92 feriti (21,7%). Infine i ciclisti: 42 gli episodi (9,9%), 16 lenzuola bianche (3,8%) e 26 ricoveri (6,1%).
Chiara anche la cosiddetta "geografia" degli episodi di pirateria stradale: al primo posto c'è la Campania con 39 casi (12,1%), seguono la Toscana e l'Emilia Romagna, con rispettivamente 37 e 36 episodi (11,5% e 11,1%). Le regioni più virtuose? Umbria e Valle d'Aosta (0,6%) con due casi, e Basilicata (0,3%) che ha fatto registrare un solo caso.
L'identikit del pirata? "Nella maggior parte dei casi - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps - si tratta di uomini di età compresa tra i 18 ed i 44 anni, spesso sotto l'effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti e per questo decidono di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilità. Hanno rilievo consistente anche i casi di veicoli con assicurazioni scadute o addirittura false. Spesso è determinante anche il timore di perdere la patente. Le pene, peraltro, non sono particolarmente dissuasive: da tre mesi a tre anni A queste si aggiungono però quelle per le lesioni o l'omicidio".
In questo inferno va detto che ormai pochi pirati riescono a farla franca: il 77,1% degli autori viene smascherato, mentre "solo" il 22,9% resta ignoto. Merito certo delle tecniche investigative (su 323 inchieste, 249 hanno condotto all'identificazione del responsabile, arrestato in 125 occasioni e denunciato a piede libero in altre 124) ma deve far riflettere una cosa: in ben 109 casi (43,8%) nel 2008 il pirata della strada era ubriaco o drogato. Ed è un calcolo per difetto perché spesso quando le forze di polizia identificano l'autore dopo qualche giorno dall'incidente non ha più senso sottoporre il sospetto a controllo alcolemico o narcotest.
Ma quando si ha a che fare con un ubriaco o con un drogato è chiaro che qualsiasi regola venga ignorata sistematicamente. La soluzione del problema è quindi a monte: nel tentativo di non dare la possibilità a un drogato o a un ubriaco di mettersi impunemente al volante.
(3 febbraio 2009) da www.repubblica.it
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