(ASAPS) SAMOLACO (SONDRIO), 7 aprile 2008 – Gli incidenti che vedono coinvolti animali, sono purtroppo molto frequenti. Lo scorso 1° aprile, poco prima della mezzanotte, l’auto condotta dal 24enne Michele Falcinella stava percorrendo la SP Trivulzia, nei pressi di Samolaco (Sondrio), quando un grosso cervo ha attraversato la strada davanti a lui. Falcinella avrebbe tentato una disperata manovra per evitare l’investimento, finendo sul lato opposto della carreggiata proprio mentre sopraggiungeva un altro veicolo, condotto da una ragazza residente nella zona. Nell’impatto il giovane ha perso la vita, mentre l’altra vittima è stata ricoverata all’ospedale di Chiavenna con numerosi traumi e fratture.
A Forlì venerdì 4 aprile, alle 6 del mattino, un’auto investe una cavalla che era scappata nella notte da un recinto. La giumenta, che teneva in grembo un puledro, muore e due ore dopo muore anche il “figlio”, nonostante il tentativo di salvarlo da parte di un veterinario accorso sul posto. Gravi danni alla vettura, ma illeso il conducente.
Uno studio dell’Asaps eseguito nel 2006, aveva messo in evidenza la consueta mancanza di cifre ufficiali su questo particolare settore della sinistrosità, il quale finisce con l’essere un aspetto del fenomeno sostanzialmente ignorato: animali, siano essi abbandonati o selvatici, vagano pericolosamente per le nostre strade e provocano migliaia di impatti, ma nessuno tiene il conto: l’investimento di un cane è classificato nelle statistiche ufficiali come “urto contro ostacolo accidentale”, facendo confluire la fattispecie in un settore che non ha niente a che fare con esso. All’epoca dello studio trovammo i dati della provincia di Cuneo, secondo i quali, tra il 1998 ed il 2005, si erano verificati ben 1.101 incidenti stradali di questo tipo, in danno di caprioli (337) e cinghiali (764), ma il fenomeno – dato in forte crescita – è senz’altro sottostimato e in generale non viene assolutamente investigato.
L’analisi dell’Asaps che di seguito riproponiamo, metteva in confronto la situazione italiana con quella di altri paesi, come il Canada, dove avviene un investimento di animale ogni 38 minuti (1 incidente stradale su 18) la Germania, che ha realizzato tunnel e barriere elettriche per deviare la migrazione dei rospi, e perfino la Namibia, dove l’alto numero di incidenti ha incoraggiato un insolito progetto: dotare una specie di somari selvatici di sistemi riflettenti.
La provincia di Belluno ha ideato e si prepara a mettere in esercizio alcuni semafori intelligenti che si attivano grazie al calore emesso dagli animali che si avvicinano troppo alla carreggiata; l’idea di limitare gli impatti contro cervi, cinghiali e caprioli è stata discussa lo scorso 3 marzo in un incontro con l’Anas e la Veneto Strade. Il vertice ha permesso di fare il punto sulle maggiori criticità, individuate sulla SS51 tra Cortina d'Ampezzo e San Vito di Cadore, sulla SP1 tra Belluno e Trichiana e tra Ponte nelle Alpi e Belluno, le strade regionali 203 Agordina e 346 del Passo San Pellegrino in località Vallada Agordina.
Si è pensato anche a soluzioni meno avveniristiche ma ugualmente efficaci, come l’installazione di reti e vegetazione per convogliare gli animali verso punti di attraversamento prestabiliti (sottopassi o zone con ampia visibilità), interventi sulla segnaletica e la cartellonistica stradale (di migliore interpretazione, maggior effetto e corredata da segnali luminosi. Si parla anche di speciali catarifrangenti che al passaggio di veicoli possano abbagliare gli animali eventualmente presenti sul ciglio della strada. Anche in questa provincia, gli investimenti di animali sono circa 300 all’anno, in larga parte nei pressi di corsi d’acqua, nei mesi di aprile, settembre e ottobre e nelle ore crepuscolari.
Comprendere a fondo questa nicchia di sinistrosità – dicemmo all’epoca – potrebbe incidere in maniera determinante sulla complessità del fenomeno infortunistico anche in Italia, paese dove investire un cinghiale o un capriolo è tutt’altro che raro: se capita ad un motociclista, poi, le conseguenze sono sempre gravissime. Nel 2004 (ultimi dati disponibili), in Italia si sono contati 329 incidenti dovuti a manovre per evitare un animale (la casistica ufficiale Istat non distingue fra animali selvatici e domestici), per i quali si sono contati fra i conducenti o trasportati 11 morti e 398 feriti. Più esattamente sulle autostrade e raccordi si sono contati 6 incidenti con 8 feriti, sulle strade statali e regionali 62 incidenti con 4 morti e 86 feriti, sulle provinciali 62 incidenti con 2 morti e 70 feriti, sulle comunali extraurbane 40 incidenti con 2 morti e 48 feriti, sulle strade urbane 159 incidenti con 3 morti e 186 feriti. 4.880 incidenti, inoltre, sono dovuti a urti contro ostacoli accidentali, categoria in cui è compreso l’investimento di animale. Le fuoriuscite dalla sede stradale e le frenate improvvise hanno originato invece 21.985 sinistri: tutti compatibili anche con la presenza di animali in strada.
Ma come dobbiamo comportarci in presenza di un animale in strada?
Possiamo soltanto suggerire alcuni comportamenti, che devono essere sempre tenuti a mente e che dovrebbero diventare una “reazione controllata” da parte del conducente, troppo spesso condizionato dal semplice istinto di evitare l’ostacolo improvviso: ciò dipende dal fatto che l’uomo non è nato per andare in macchina e muoversi ad una velocità superiore a quella del proprio passo di corsa. Ecco perché l’istinto diviene panico, e perché la visione è a tunnel, purtroppo per niente lungimirante.
Vedete un animale immobile in mezzo alla strada? Frenate con forza, e se non avete ABS evitate di bloccare le ruote. Difficile, lo sappiamo, ma è l’unico modo che avete di rallentare la velocità e quindi, se impatto deve essere, che sia a velocità ridotta, sulla vostra corsia. Non vi aspettate che l’animale si sposti: potrebbe farlo, ma non ragiona come voi. È più probabile che non capisca quello che sta per accadere e che sia paralizzato dal terrore.
Non cambiate direzione bruscamente: perderete quasi sicuramente il controllo del veicolo.
Se percorrete una strada di campagna, tenete d’occhio il ciglio: al primo movimento, rallentate, perché gli animali attraversano dove capita e dove meno ve lo aspettate;
Le ore più critiche? Senz’altro il crepuscolo: la pelle di un daino o di un cinghiale, soprattutto in autunno, non sono distinguibili dalla vegetazione. (ASAPS)
sabato 12 aprile 2008
Un'Occhiata All'Estero: Svezia
(ASAPS) STOCCOLMA (SVEZIA), 12 aprile 2008 – Il dipartimento Svedese della Sicurezza Stradale ha deciso di adeguare la propria normativa in materia di circolazione stradale ed uso di telefoni cellulari, alla legislazione europea. Lo scorso mercoledì (2 aprile), infatti, l’istituto che si occupa nello stato scandinavo di monitorare e contrastare gli effetti della violenza sulle strade, ha formalizzato all’esecutivo una proposta per vietare l’uso dei telefonini durante la guida, ad eccezione dei dispositivi integrati in abitacolo con kit “mani libere”, sia esso il classico vivavoce o l’auricolare. La proposta, per diventare legge, dovrà essere poi elaborata nella giusta forma e presentata in parlamento. La Svezia è uno degli ultimi paesi europei nel quale guidare e portare la mano all’orecchio per parlare al telefono è ancora del tutto lecito. “I telefoni cellulari muniti del relativo kit mani libere – si legge in una nota diffusa nei giorni scorsi dall’agenzia della sicurezza stradale – saranno sempre autorizzati, in quanto chiamare o ricevere chiamate non impedisce né ostacola al conducente di guidare in completa sicurezza”. In realtà, come ben sappiamo, anche l’uso di viva voce o dell’auricolare compromettono seriamente la reattività di chi trova alla guida. Specialmente nei momenti in cui si cerca un numero da chiamare o quando si comunica attraverso gli SMS. Tuttavia, è già un passo avanti che ci si ponga la questione. La proposta presentata al governo, comprende anche l’applicazione di sanzioni pecuniarie e decurtazioni di punti nei confronti dei contravventori. In Italia è illecito da molto tempo, ma ci pare che la legge non sia molto rispettata (sic!). (ASAPS)
Ultimi Dati Incidenti Stradali
Diciamo la verità la strada è sicuramente un posto pericoloso, ma per i pedoni lo è ancora di più. La strada è un posto veramente poco raccomandabile per la categoria più debole della strada. Sono state 758 vittime nel 2006, con un incremento del 7,8% rispetto al 2005 quando furono 703, mentre i decessi totali da incidente sono diminuiti del 2,6%. I feriti fra i pedoni si sono attestati a quota 21.062 con incremento che sfiora il 12% rispetto ai 18.994 dell'anno prima. In generale i feriti totali per incidente stradale nel 2006 sono invece diminuiti dello 0,6%.
In sintesi circa 60 persone al giorno vengono investite sulla strada in Italia, oltre 2 al giorno perdono la vita, circa 58 devono farsi medicare per lesioni più o meno gravi.
Nel 51% dei casi nessuna responsabilità del pedone. In 27 casi (24 nei centri abitati e 3 nelle strade extraurbane) 0,14%, è emerso un comportamento anormalo del pedone per ebbrezza da alcol. Non è invece rilevabile la percentuale, certamente molto più alta, dei conducenti di veicoli che, in stato di ebbrezza, investono il pedone.
Nel totale dei pedoni morti 446 sono maschi, pari al 58,8%, 312 femmine, 41,2%. Situazione invertita fra i 21.062 feriti con le femmine in maggioranza, con 11.232 ingressi al pronto soccorso e una percentuale del 53,3%, i maschi in questo caso si fermano a quota 9.830 pari al 46,7%.
Fra i pedoni sono gli anziani a pagare il conto più salato, è proprio il caso di definirli i più deboli fra i deboli. Infatti gli over 65 totalizzano da soli il 54,4% delle vittime mortali e il 29,9% dei feriti. Nello specifico si contano 412 vittime (222 maschi, 53,9% e 190 femmine 46,1%), i feriti fra gli over 65 sono 6.300 (2.771 maschi 44% e 3.529 femmine 56%). In particolare la fascia d’età ricompressa tra i 75 e i 79 anni è quella che presenta il valore massimo in termini assoluti per quanto riguarda i morti (114 in totale). Per quello che riguarda i feriti la fascia più colpita è quella che va dai 70 ai 74 anni con 1.422 ingressi al pronto soccorso.
Se ribaltiamo la tabella delle età vediamo che le vittime fra i bambini da 0 a 15 anni sono state 40 (18 maschi e 22 femmine), in questo caso si segnala un drammatico incremento pari al 60% rispetto ai 25 piccoli pedoni uccisi nel 2005. I feriti fra i bambini sono stati 2.424 +11,8% rispetto all’anno prima. (1.329 maschi 54,8% e 1.095 femmine 45,2%).
Veramente poco incoraggiante anche il fatto che nel 2000 i pedoni fossero il 12,7% delle vittime totali e nel 2006 abbiano raggiunto il 13,4%.
Regioni e mesi a rischio (in questo caso dati 2004 perché non disponibili gli elementi valutativi del 2006).
Le regioni che pagano il più alto prezzo di vittime fra i pedoni sono rispettivamente la Lombardia con 110 vittime (111 nel 2003), il Lazio con 95 (81 nel 2003), il Piemonte con 70 (71 nel 2003), l’Emilia Romagna con 61 (miglior risultato rispetto all’anno precedente quando furono 92 le vittime) e il Veneto con 60 (68 l’anno prima). Agli ultimi posti la Sardegna con 9 (21 nel 2003) il Molise e la Basilicata non hanno contato vittime fra i pedoni nel 2004. Ovviamente si deve tenere conto della proporzione con la popolazione.
I mesi a più elevato rischio per questi fruitori deboli della strada sono gennaio con 95 vittime, ottobre con 81, dicembre 77 e novembre 71. In questo caso giocano un ruolo determinante il minor numero di ore di luce e le condizioni atmosferiche che incidono sulla visibilità dei conducenti e sulla frenata dei veicoli.
I consigli
Sempre i soliti: per i pedoni l’utilizzo delle strisce che devono essere rese ancora più evidenti e corredate di strutture protettive con segnaletica orizzontale e verticale adeguate e, quando è possibile, dei sottopassaggi. Di notte e quando c’è maltempo rendersi il più possibile visibili con indumenti chiari e retroriflettenti. L’industria deve continuare nel percorso di adattamento della costruzione dei veicoli alle nuove direttive Ue con il maggior assorbimento dell’impatto con appositi paraurti e più adeguata tecnologia. Serve anche un maggior rispetto da parte dei conducenti per questa esposta e spesso indifesa categoria di fruitori non occasionali della strada. Concedere la precedenza al pedone, anche quando non è sulle strisce, appare idea condivisibile.
Elaborazione dati ASAPS su dati Istat
In sintesi circa 60 persone al giorno vengono investite sulla strada in Italia, oltre 2 al giorno perdono la vita, circa 58 devono farsi medicare per lesioni più o meno gravi.
Nel 51% dei casi nessuna responsabilità del pedone. In 27 casi (24 nei centri abitati e 3 nelle strade extraurbane) 0,14%, è emerso un comportamento anormalo del pedone per ebbrezza da alcol. Non è invece rilevabile la percentuale, certamente molto più alta, dei conducenti di veicoli che, in stato di ebbrezza, investono il pedone.
Nel totale dei pedoni morti 446 sono maschi, pari al 58,8%, 312 femmine, 41,2%. Situazione invertita fra i 21.062 feriti con le femmine in maggioranza, con 11.232 ingressi al pronto soccorso e una percentuale del 53,3%, i maschi in questo caso si fermano a quota 9.830 pari al 46,7%.
Fra i pedoni sono gli anziani a pagare il conto più salato, è proprio il caso di definirli i più deboli fra i deboli. Infatti gli over 65 totalizzano da soli il 54,4% delle vittime mortali e il 29,9% dei feriti. Nello specifico si contano 412 vittime (222 maschi, 53,9% e 190 femmine 46,1%), i feriti fra gli over 65 sono 6.300 (2.771 maschi 44% e 3.529 femmine 56%). In particolare la fascia d’età ricompressa tra i 75 e i 79 anni è quella che presenta il valore massimo in termini assoluti per quanto riguarda i morti (114 in totale). Per quello che riguarda i feriti la fascia più colpita è quella che va dai 70 ai 74 anni con 1.422 ingressi al pronto soccorso.
Se ribaltiamo la tabella delle età vediamo che le vittime fra i bambini da 0 a 15 anni sono state 40 (18 maschi e 22 femmine), in questo caso si segnala un drammatico incremento pari al 60% rispetto ai 25 piccoli pedoni uccisi nel 2005. I feriti fra i bambini sono stati 2.424 +11,8% rispetto all’anno prima. (1.329 maschi 54,8% e 1.095 femmine 45,2%).
Veramente poco incoraggiante anche il fatto che nel 2000 i pedoni fossero il 12,7% delle vittime totali e nel 2006 abbiano raggiunto il 13,4%.
Regioni e mesi a rischio (in questo caso dati 2004 perché non disponibili gli elementi valutativi del 2006).
Le regioni che pagano il più alto prezzo di vittime fra i pedoni sono rispettivamente la Lombardia con 110 vittime (111 nel 2003), il Lazio con 95 (81 nel 2003), il Piemonte con 70 (71 nel 2003), l’Emilia Romagna con 61 (miglior risultato rispetto all’anno precedente quando furono 92 le vittime) e il Veneto con 60 (68 l’anno prima). Agli ultimi posti la Sardegna con 9 (21 nel 2003) il Molise e la Basilicata non hanno contato vittime fra i pedoni nel 2004. Ovviamente si deve tenere conto della proporzione con la popolazione.
I mesi a più elevato rischio per questi fruitori deboli della strada sono gennaio con 95 vittime, ottobre con 81, dicembre 77 e novembre 71. In questo caso giocano un ruolo determinante il minor numero di ore di luce e le condizioni atmosferiche che incidono sulla visibilità dei conducenti e sulla frenata dei veicoli.
I consigli
Sempre i soliti: per i pedoni l’utilizzo delle strisce che devono essere rese ancora più evidenti e corredate di strutture protettive con segnaletica orizzontale e verticale adeguate e, quando è possibile, dei sottopassaggi. Di notte e quando c’è maltempo rendersi il più possibile visibili con indumenti chiari e retroriflettenti. L’industria deve continuare nel percorso di adattamento della costruzione dei veicoli alle nuove direttive Ue con il maggior assorbimento dell’impatto con appositi paraurti e più adeguata tecnologia. Serve anche un maggior rispetto da parte dei conducenti per questa esposta e spesso indifesa categoria di fruitori non occasionali della strada. Concedere la precedenza al pedone, anche quando non è sulle strisce, appare idea condivisibile.
Elaborazione dati ASAPS su dati Istat
Allergia e Guida
(ASAPS) 12 aprile 2008 – Allergie pericolose quando si è alla guida. Un semplice starnuto o la sonnolenza, possibile conseguenza dell’assunzione dei farmaci antistaminici, possono rivelarsi dei veri rischi per gli automobilisti. E proprio la sonnolenza è la causa del 20% di incidenti stradali. Per questo l'Automobile Club, Federasma e la Società dei medici di famiglia (Simg) hanno presentato a Milano la campagna “Guidare (con) l'allergia”, per sensibilizzare anche gli allergici alla guida sicura. Secondo i dati ricordati all’incontro, sono quasi 240mila i sinistri registrati in totale nel 2006 in Italia, che hanno provocato circa 6 mila morti e oltre 330 mila feriti. Sono invece nove milioni gli italiani adulti che soffrono di allergie, soprattutto donne con meno di 44 anni. Ciascuno di questi, potenzialmente, può essere quindi un pericolo per sé e per gli altri quando subisce gli effetti della sua allergia mentre è alla guida. “Alcune attività quotidiane – ha sottolineato Sandra Frateiacci, presidente Federasma - sono fortemente influenzate dalle patologie allergiche. Nel caso della guida, ad esempio, il paziente allergico perde il controllo dei propri movimenti a causa degli starnuti, e questo comporta un serio rischio per la propria sicurezza o per quella altrui”. Un modo per guidare sicuri è sicuramente quello di conoscere i pericoli che le allergie possono provocare quando si è in auto. Per questo, a partire dal mese di aprile, Federasma distribuirà, prima in Lombardia e poi a livello nazionale, un opuscolo informativo che contiene, tra l'altro, il “decalogo anti-polline”, consigli su come limitare i rischi legati alla rinite e le allerta sulle diverse cure disponibili. L'opuscolo, nato anche con il patrocinio degli allergologi e immunologi territoriali (Aaito), sarà disponibile in tutte le iniziative di Federasma, negli studi dei medici di famiglia e nelle 187 sedi dell'Aci diffuse su tutto il territorio. (ASAPS)
sabato 22 marzo 2008
Consigli (sempre validi) per l'esodo di Pasqua
(ASAPS) – Il momento tanto atteso da molti Italiani è arrivato. Finalmente si parte per le vacanze di Pasqua, o per gite di un giorno. Da oggi fino a lunedì su strade e autostrade si prevede un transito di 12 milioni di veicoli. Prima di salire in auto, però, l’Asaps vi aiuta a fare un po’ di ripasso delle norme di buon comportamento da assumere quando si è alla guida, in coda o si viaggia per molto tempo, con condizioni del tempo a volte variabili. Prima di affrontare un viaggio è bene:
prima di iniziare un viaggio pasti sempre leggeri e evitare completamente le bevande alcoliche;
fare un check-up completo alla vostra auto. Particolare attenzione allo stato dei pneumatici (pressione, usura, fissaggio); verificare il funzionamento di luci, freni, e indicatori di direzione e non dimenticatevi di controllare il livello dell’olio e quello dell’acqua del radiatore, importante anche che le spazzole dei tergicristalli siano pulite;
caricare i bagagli in modo che il peso sia bilanciato e lasciando liberi gli spazi per consentire una buona visione dagli specchietti retrovisori;
ricordate: i tempi e le distanze di frenata variano a seconda che il mezzo sia carico o scarico (aumentano se carico, diminuiscono se scarico);
allacciate sempre le cinture di sicurezza, anche sui sedili posteriori, sono obbligatorie e più utili di quello che pensate;
una volta tanto teniamo il cellulare del conducente spento e se proprio non possiamo farne a meno raccomandiamo l’utilizzo del viva voce o dell’auricolare.
tenere i bambini al riparo dai raggi del sole, utilizzate sempre gli appositi seggiolini, per chi è al volante, usare occhiali da sole affinché i riflessi non disturbino la visibilità della strada;
fare una sosta almeno ogni due ore di guida;
essere sempre riposati prima di mettersi in viaggio;
se ci si accorge che la “palpebra sta diventando troppo pesante” raggiungete la piazzola di sosta più vicina e “schiacciate un pisolino”;
non mangiare cibi pesanti e non bere alcolici prima del viaggio;
informarsi sulla situazione del traffico prima di mettersi in strada (televideo, 1518 – gratuito anche da telefono cellulare – sito internet www.radio.rai.it/cciss; www.radio.rai.it/isoradio, oppure al numero verde di Autostrade per l'Italia 840042121). E’ bene, comunque, continuare ad ascoltare i notiziari sul traffico anche durante il viaggio.
prima di partire programmate un eventuale percorso alternativo in caso di traffico molto intenso o incidenti sul vostro itinerario.
Se a bordo c’è anche il vostro animale domestico bisogna pensare anche lui. Quindi:
farlo viaggiare protetto (cinture di sicurezza apposite o trasportino omologato); fargli avere sempre aria e quando vi fermate fate scendere anche lui a rigenerasi un po’.
mantenere un’andatura costante, evitando frenate o accelerazioni improvvise;
rispettate le distanze di sicurezza;
segnalate per tempo i sorpassi, fatti sempre da sinistra naturalmente;
occupate sempre la prima corsia libera a destra. Inutile costruire autostrade a 3 e 4 corsie, se poi si occupano sempre e solo quelle di sorpasso;
tenete le luci accese anche di giorno, sempre per le moto, sulle strade extraurbane per le auto;
non ingombrate la corsia di emergenza se non ne avete bisogno;
rispettiamo i limiti di velocità che non sono meri consigli. Ricordiamo che in caso di pioggia in autostrada il limite scende da 130 Km/h a 110.
Un consiglio lo vogliamo dare anche a chi proprio non ce la fa a “rispettare le regole”: state attenti perché non mancheranno i controlli delle forze di polizia anche con l'ausilio di strumentazioni elettroniche.
Infine, il consiglio che forse può essere più utile, è quello di guidare sempre con la testa sulle spalle (indossando il casco se si è un motociclista) e gli occhi ben aperti. (ASAPS)
prima di iniziare un viaggio pasti sempre leggeri e evitare completamente le bevande alcoliche;
fare un check-up completo alla vostra auto. Particolare attenzione allo stato dei pneumatici (pressione, usura, fissaggio); verificare il funzionamento di luci, freni, e indicatori di direzione e non dimenticatevi di controllare il livello dell’olio e quello dell’acqua del radiatore, importante anche che le spazzole dei tergicristalli siano pulite;
caricare i bagagli in modo che il peso sia bilanciato e lasciando liberi gli spazi per consentire una buona visione dagli specchietti retrovisori;
ricordate: i tempi e le distanze di frenata variano a seconda che il mezzo sia carico o scarico (aumentano se carico, diminuiscono se scarico);
allacciate sempre le cinture di sicurezza, anche sui sedili posteriori, sono obbligatorie e più utili di quello che pensate;
una volta tanto teniamo il cellulare del conducente spento e se proprio non possiamo farne a meno raccomandiamo l’utilizzo del viva voce o dell’auricolare.
tenere i bambini al riparo dai raggi del sole, utilizzate sempre gli appositi seggiolini, per chi è al volante, usare occhiali da sole affinché i riflessi non disturbino la visibilità della strada;
fare una sosta almeno ogni due ore di guida;
essere sempre riposati prima di mettersi in viaggio;
se ci si accorge che la “palpebra sta diventando troppo pesante” raggiungete la piazzola di sosta più vicina e “schiacciate un pisolino”;
non mangiare cibi pesanti e non bere alcolici prima del viaggio;
informarsi sulla situazione del traffico prima di mettersi in strada (televideo, 1518 – gratuito anche da telefono cellulare – sito internet www.radio.rai.it/cciss; www.radio.rai.it/isoradio, oppure al numero verde di Autostrade per l'Italia 840042121). E’ bene, comunque, continuare ad ascoltare i notiziari sul traffico anche durante il viaggio.
prima di partire programmate un eventuale percorso alternativo in caso di traffico molto intenso o incidenti sul vostro itinerario.
Se a bordo c’è anche il vostro animale domestico bisogna pensare anche lui. Quindi:
farlo viaggiare protetto (cinture di sicurezza apposite o trasportino omologato); fargli avere sempre aria e quando vi fermate fate scendere anche lui a rigenerasi un po’.
mantenere un’andatura costante, evitando frenate o accelerazioni improvvise;
rispettate le distanze di sicurezza;
segnalate per tempo i sorpassi, fatti sempre da sinistra naturalmente;
occupate sempre la prima corsia libera a destra. Inutile costruire autostrade a 3 e 4 corsie, se poi si occupano sempre e solo quelle di sorpasso;
tenete le luci accese anche di giorno, sempre per le moto, sulle strade extraurbane per le auto;
non ingombrate la corsia di emergenza se non ne avete bisogno;
rispettiamo i limiti di velocità che non sono meri consigli. Ricordiamo che in caso di pioggia in autostrada il limite scende da 130 Km/h a 110.
Un consiglio lo vogliamo dare anche a chi proprio non ce la fa a “rispettare le regole”: state attenti perché non mancheranno i controlli delle forze di polizia anche con l'ausilio di strumentazioni elettroniche.
Infine, il consiglio che forse può essere più utile, è quello di guidare sempre con la testa sulle spalle (indossando il casco se si è un motociclista) e gli occhi ben aperti. (ASAPS)
Ciechi con la patente
ROMA - Ciechi, ma con la patente di guida o il porto d'armi. Capaci di andare a caccia e di giocare al videopoker. Per anni - in alcuni casi anche trenta - hanno preso la pensione: un totale di 3 milioni e 800 mila euro indebitamente percepiti. Ora sono stati scoperti dalla Guardia di finanza, che ha denunciato per truffa ed altri reati 82 persone, tra finti non vedenti, medici e componenti delle commissioni che ne hanno attestato la (finta) invalidità.
Il blitz - compiuto dagli uomini del colonnello Fernando Verdolotti, comandante del nuovo Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie - è stato chiamato "operazione Gerico", e si è svolta su tutto il territorio nazionale.
La prima mossa è stata quella di esaminare le posizioni fornite da Inps e Inail relative ai 55.599 titolari di pensioni ed indennità di accompagnamento per cecità totale. Le informazioni sono state incrociate con quelle contenute in diverse banche dati in uso alla Guardia di finanza, ad esempio quelle dei possessori di patente di guida o di porto d'armi: si è arrivati così a 371 soggetti "a rischio", sospettati cioè di aver percepito sussidi per invalidità senza i requisiti di legge.
A questo punto sono scattati i controlli da parte dei reparti territoriali delle Fiamme gialle, che alla fine (ma un centinaio di posizioni sono ancora da vagliare) hanno scoperto 74 falsi ciechi e denunciato altre 8 persone, tutte componenti di commissioni mediche ritenute "compiacenti".
Durante questa attività di riscontro i finanzieri, come spiega il tenente colonnello Giuseppe Molorolo, si sono imbattuti in casi clamorosi. Alcuni "ciechi" sono stati sorpresi alla guida di auto o motorini; un altro è stato scoperto mentre leggeva una rivista; altri ancora, convocati negli uffici della Gdf, si sono presentati da soli ed hanno letto, compilato e sottoscritto la documentazione che gli era stata presentata.
C'è stato anche stato trovato all'interno di un bar alle prese con un videogioco e chi (in Sicilia) è stato filmato mentre dal balcone di casa, al sesto piano di un palazzo, commentava con un venditore di pesce la qualità dei suoi prodotti. Tra i denunciati anche un bracconiere, colto in flagranza mentre andava a caccia in un'area protetta, in Toscana, e un altro che era già stato segnalato all'autorità giudiziaria per sequestro e violenza sessuale.
La maggior parte dei controlli positivi (23,64%) si sono avuti in Campania, seguita da Lazio (14,55%), Sicilia (14,04%) e Calabria (12,73%); l'unica regione dove non è stato accertato alcun caso è la Basilicata.
I finti ciechi, hanno spiegato le Fiamme gialle, percepivano mediamente una pensione di un migliaio di euro al mese. E tra loro c'è anche chi, negli anni, ne ha accumulati oltre 200 mila.
Da Repubblica.it
Il blitz - compiuto dagli uomini del colonnello Fernando Verdolotti, comandante del nuovo Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie - è stato chiamato "operazione Gerico", e si è svolta su tutto il territorio nazionale.
La prima mossa è stata quella di esaminare le posizioni fornite da Inps e Inail relative ai 55.599 titolari di pensioni ed indennità di accompagnamento per cecità totale. Le informazioni sono state incrociate con quelle contenute in diverse banche dati in uso alla Guardia di finanza, ad esempio quelle dei possessori di patente di guida o di porto d'armi: si è arrivati così a 371 soggetti "a rischio", sospettati cioè di aver percepito sussidi per invalidità senza i requisiti di legge.
A questo punto sono scattati i controlli da parte dei reparti territoriali delle Fiamme gialle, che alla fine (ma un centinaio di posizioni sono ancora da vagliare) hanno scoperto 74 falsi ciechi e denunciato altre 8 persone, tutte componenti di commissioni mediche ritenute "compiacenti".
Durante questa attività di riscontro i finanzieri, come spiega il tenente colonnello Giuseppe Molorolo, si sono imbattuti in casi clamorosi. Alcuni "ciechi" sono stati sorpresi alla guida di auto o motorini; un altro è stato scoperto mentre leggeva una rivista; altri ancora, convocati negli uffici della Gdf, si sono presentati da soli ed hanno letto, compilato e sottoscritto la documentazione che gli era stata presentata.
C'è stato anche stato trovato all'interno di un bar alle prese con un videogioco e chi (in Sicilia) è stato filmato mentre dal balcone di casa, al sesto piano di un palazzo, commentava con un venditore di pesce la qualità dei suoi prodotti. Tra i denunciati anche un bracconiere, colto in flagranza mentre andava a caccia in un'area protetta, in Toscana, e un altro che era già stato segnalato all'autorità giudiziaria per sequestro e violenza sessuale.
La maggior parte dei controlli positivi (23,64%) si sono avuti in Campania, seguita da Lazio (14,55%), Sicilia (14,04%) e Calabria (12,73%); l'unica regione dove non è stato accertato alcun caso è la Basilicata.
I finti ciechi, hanno spiegato le Fiamme gialle, percepivano mediamente una pensione di un migliaio di euro al mese. E tra loro c'è anche chi, negli anni, ne ha accumulati oltre 200 mila.
Da Repubblica.it
domenica 9 marzo 2008
Cosa Succede all'Estero: Spagna
(ASAPS), 8 marzo 2008 – Il governo spagnolo presenta una novità nell’ambito della politica di prevenzione degli incidenti stradali causati dall’abuso di bevande alcoliche. Si tratta dell’installazione di alcolimetri in alcuni parcheggi di Barcellona, adiacenti ai locali notturni più frequentati dai giovani. Grazie a questo strumento, i ragazzi, prima di salire in auto per far rientro a casa, potranno “testare” il proprio tasso alcolico e valutare la possibilità, o meno, di mettersi al volante. Secondo quanto riportato dal quotidiano “El Periodico”, per ora questi strumenti sarebbero presenti in nove parcheggi a pagamento, tutti adiacenti a locali da ballo e di ritrovo. Ogni alcolimetro viene usato dalle 60 alle 100 volte al mese. Sempre nell’articolo si legge come alcuni ragazzi abbiano lamentato una certa inesattezza e una poca tempestività, lo strumento impiega due minuti a dare il risultato, dei dati forniti dall’alcolimetro. Ci domandiamo solo come mai dopo aver passato una serata in un locale della notte i ragazzi non possano perdere 2 minuti per una verifica. (ASAPS)
Allarme Pirateria Stradale
Di Vincenzo Borgomeo
Allarme pirateria stradale: da gennaio a oggi in Italia si sono registrati quarantanove casi. Un’enormità considerando che in tutto lo scorso anno ce ne sono stati 161. Siamo passati infatti da una media di un incidente ogni 2,3 giorni del 2007 a una ogni 1,4 di quest’anno con un incremento preoccupante. La metà dei casi sono avvenuti in pieno giorno e in totale ci sono stati venti morti. Alta anche la percentuale di pirati ubriachi o drogati, il 12%, considerando ovviamente che in questo tipo di reati lo stato di ebbrezza o l’assunzione di sostanze stupefacenti è impossibile da rilevare per il semplice fatto che l’autore viene quasi sempre individuato a distanza di giorni, quando gli effetti sono ormai scomparsi.
In tutti i casi i vero problema consiste nel fatto che l’escalation degli incidenti causati da pirati della strada è inarrestabile perché connessa ad altri reati in continuo aumento. Ossia quelli legati alle false assicurazioni, alle persone senza permesso di soggiorno o agli automobilisti che guidano ubriachi o sotto l’effetto di stupefacenti. Tutte persone che in caso di incidente, di qualsiasi tipo, da quello mortale a quello più piccolo, non si fermeranno mai.
Non è un segreto per nessuno d’altra parte che il caro dell’RcAuto e gli scarsi controlli stanno facendo proliferare il fenomeno delle finte assicurazioni: a volte sono volgari immagini dei tagliandi ritoccate con il computer e poi stampate a colori (ci si limita a cancellare e riscrivere la data riportata sul tagliando assicurativo procrastinandone a piacimento la scadenza), ma altre volte si tratta di falsificazioni fatte ad arte con apparecchiature informatiche che riproducono ogni singolo foglio del contratto, compresa la carta verde. Perfino la criminalità organizzata si è accorta del fenomeno e ha subito messo in piedi la famosa “truffa dello specchietto”, che consiste nel fingere un piccolo incidente per poi chiedere 50 o 100 euro di risarcimento immediato al malcapitato.
Fuggire dopo aver investito una persona sta insomma diventando un fenomeno preoccupante, ed è chiaro che occorra cambiare le leggi. Non è un caso che a Ravenna e a Treviso due procuratori abbiano iniziato ad applicare la discussa tesi del veicolo trasformato in arma del delitto, un’interpretazione normativa che porta al sequestrato definitivo dell’auto o del camion e che potrebbe funzionare come deterrente per i pirati della strada. In ogni caso su una cosa bisogna riflettere: il famoso “osservatorio della pirateria stradale” dal quale arrivano tutti questi dati e che ci consentono di affermare che il fenomeno è in aumento è stato realizzato dall’Asaps, una piccola associazione che con pochi mezzi si occupa di sicurezza stradale. Ed è quasi incredibile che fino a oggi nessuno si sia mai preoccupato di analizzare il problema di pirati della strada.
Da Repubblica
Allarme pirateria stradale: da gennaio a oggi in Italia si sono registrati quarantanove casi. Un’enormità considerando che in tutto lo scorso anno ce ne sono stati 161. Siamo passati infatti da una media di un incidente ogni 2,3 giorni del 2007 a una ogni 1,4 di quest’anno con un incremento preoccupante. La metà dei casi sono avvenuti in pieno giorno e in totale ci sono stati venti morti. Alta anche la percentuale di pirati ubriachi o drogati, il 12%, considerando ovviamente che in questo tipo di reati lo stato di ebbrezza o l’assunzione di sostanze stupefacenti è impossibile da rilevare per il semplice fatto che l’autore viene quasi sempre individuato a distanza di giorni, quando gli effetti sono ormai scomparsi.
In tutti i casi i vero problema consiste nel fatto che l’escalation degli incidenti causati da pirati della strada è inarrestabile perché connessa ad altri reati in continuo aumento. Ossia quelli legati alle false assicurazioni, alle persone senza permesso di soggiorno o agli automobilisti che guidano ubriachi o sotto l’effetto di stupefacenti. Tutte persone che in caso di incidente, di qualsiasi tipo, da quello mortale a quello più piccolo, non si fermeranno mai.
Non è un segreto per nessuno d’altra parte che il caro dell’RcAuto e gli scarsi controlli stanno facendo proliferare il fenomeno delle finte assicurazioni: a volte sono volgari immagini dei tagliandi ritoccate con il computer e poi stampate a colori (ci si limita a cancellare e riscrivere la data riportata sul tagliando assicurativo procrastinandone a piacimento la scadenza), ma altre volte si tratta di falsificazioni fatte ad arte con apparecchiature informatiche che riproducono ogni singolo foglio del contratto, compresa la carta verde. Perfino la criminalità organizzata si è accorta del fenomeno e ha subito messo in piedi la famosa “truffa dello specchietto”, che consiste nel fingere un piccolo incidente per poi chiedere 50 o 100 euro di risarcimento immediato al malcapitato.
Fuggire dopo aver investito una persona sta insomma diventando un fenomeno preoccupante, ed è chiaro che occorra cambiare le leggi. Non è un caso che a Ravenna e a Treviso due procuratori abbiano iniziato ad applicare la discussa tesi del veicolo trasformato in arma del delitto, un’interpretazione normativa che porta al sequestrato definitivo dell’auto o del camion e che potrebbe funzionare come deterrente per i pirati della strada. In ogni caso su una cosa bisogna riflettere: il famoso “osservatorio della pirateria stradale” dal quale arrivano tutti questi dati e che ci consentono di affermare che il fenomeno è in aumento è stato realizzato dall’Asaps, una piccola associazione che con pochi mezzi si occupa di sicurezza stradale. Ed è quasi incredibile che fino a oggi nessuno si sia mai preoccupato di analizzare il problema di pirati della strada.
Da Repubblica
Altra Tragedia.......
ROMA - Una donna, italiana, di 27 anni è stata interrogata e poi arrestata dai carabinieri responsabili delle indagini sulla morte di Batute Oueslati, la tredicenne di origine tunisina che ieri, intorno alle 21.30, a Tor San Lorenzo (Ardea) è stata travolta e uccisa da un'auto che non si è fermata e ha proseguito la sua corsa. La donna si chiama Monica Iacoangeli, è un'impiegata residente ad Ardea, ed era al volante della Mercedes Clk nera che ha travolto la ragazzina. "E' stata una tragedia - ha detto ai carabinieri - mi sono resa conto di quello che era successo ma sono stata assalita dal panico e non ho avuto il coraggio di fermarmi". L'auto, che era nascosta nel garage del fidanzato della donna, sempre a Tor San Lorenzo, è ammaccata nella parte frontale e ha il parabrezza e il parafango rotti. Gli inquirenti stanno vagliando la posizione del fidanzato per una probabile accusa di favoreggiamento. La donna è stata condotta nel carcere di Rebibbia.
Batuste era uscita a gettare l'immondizia, a poca distanza da casa. Anche la madre era con lei. In un primo momento la donna, sotto shock, aveva parlato di due auto. La famiglia della vittima è molto conosciuta a Tor San Lorenzo, dove vive da circa trent'anni, da quando cioè il padre è immigrato in Italia dalla Tunisia. La ragazza aveva una sorella più grande e un fratello più piccolo. I funerali saranno a carico dell'amministrazione comunale. In concomitanza con le esequie, non ancora fissate in attesa dell'autopsia, ad Ardea sarà indetto il lutto cittadino.
Uccisa dall'urto. Secondo i primi rilievi del medico legale, sul corpo della vittima non risultano tracce di investimento ma solo quelle di un violentissimo urto. La ragazzina avrebbe riportato lesioni mortali dovute innanzitutto al colpo dell'auto che però non l'avrebbe investita bensì sollevata da terra sbalzandola lontano e, quindi, al violento urto sull'asfalto. I carabinieri della compagnia di Anzio e della stazione di Ardea che stanno svolgendo le indagini parlano comunque di una sola auto coinvolta e non di due.
Sette interrogati. I carabinieri della Compagnia di Anzio e della stazione di Ardea, diretti dal capitano Antonio Marinucci, avevano individuato e interrogato sette persone e posto sotto sequestro cautelativo alcune automobili. Fin dal mattino, avevano controllato le officine di carrozzieri, meccanici, elettrauto della zona. Sul luogo della tragedia, a quanto pare, non sarebbe rimasto alcun frammento dell'auto investitrice.
La protesta. Protesta dei residenti della zona, in mattinata, sul luogo dove Batuste è stata uccisa. Gli abitanti lamentano che l'area, e il viale di Tor San Lorenzo dove è avvenuto l'incidente, da alcuni mesi sono privi di illuminazione pubblica, mai ripristinata in seguito a un guasto. Anche il manto stradale è sconnesso a causa di alcuni lavori terminati da tempo, e non c'è segnaletica a terra.
I compagni di scuola. Niente lezioni normali oggi, alla scuola statale "Virgilio" di Ardea dove Batute frequentava la terza media. Gli insegnanti hanno parlato con i ragazzi di quanto accaduto. "E' un modo per far esprimere loro il dolore - dice il preside, e sindaco di Ardea, Carlo Eufemi - i nostri alunni oggi hanno avuto tanti pensieri affettuosi verso la loro compagna. Conoscevo bene la ragazza, era molto in gamba, figlia di persone molto dignitose e per bene".
Da Repubblica.it
Batuste era uscita a gettare l'immondizia, a poca distanza da casa. Anche la madre era con lei. In un primo momento la donna, sotto shock, aveva parlato di due auto. La famiglia della vittima è molto conosciuta a Tor San Lorenzo, dove vive da circa trent'anni, da quando cioè il padre è immigrato in Italia dalla Tunisia. La ragazza aveva una sorella più grande e un fratello più piccolo. I funerali saranno a carico dell'amministrazione comunale. In concomitanza con le esequie, non ancora fissate in attesa dell'autopsia, ad Ardea sarà indetto il lutto cittadino.
Uccisa dall'urto. Secondo i primi rilievi del medico legale, sul corpo della vittima non risultano tracce di investimento ma solo quelle di un violentissimo urto. La ragazzina avrebbe riportato lesioni mortali dovute innanzitutto al colpo dell'auto che però non l'avrebbe investita bensì sollevata da terra sbalzandola lontano e, quindi, al violento urto sull'asfalto. I carabinieri della compagnia di Anzio e della stazione di Ardea che stanno svolgendo le indagini parlano comunque di una sola auto coinvolta e non di due.
Sette interrogati. I carabinieri della Compagnia di Anzio e della stazione di Ardea, diretti dal capitano Antonio Marinucci, avevano individuato e interrogato sette persone e posto sotto sequestro cautelativo alcune automobili. Fin dal mattino, avevano controllato le officine di carrozzieri, meccanici, elettrauto della zona. Sul luogo della tragedia, a quanto pare, non sarebbe rimasto alcun frammento dell'auto investitrice.
La protesta. Protesta dei residenti della zona, in mattinata, sul luogo dove Batuste è stata uccisa. Gli abitanti lamentano che l'area, e il viale di Tor San Lorenzo dove è avvenuto l'incidente, da alcuni mesi sono privi di illuminazione pubblica, mai ripristinata in seguito a un guasto. Anche il manto stradale è sconnesso a causa di alcuni lavori terminati da tempo, e non c'è segnaletica a terra.
I compagni di scuola. Niente lezioni normali oggi, alla scuola statale "Virgilio" di Ardea dove Batute frequentava la terza media. Gli insegnanti hanno parlato con i ragazzi di quanto accaduto. "E' un modo per far esprimere loro il dolore - dice il preside, e sindaco di Ardea, Carlo Eufemi - i nostri alunni oggi hanno avuto tanti pensieri affettuosi verso la loro compagna. Conoscevo bene la ragazza, era molto in gamba, figlia di persone molto dignitose e per bene".
Da Repubblica.it
sabato 1 marzo 2008
Ecco la causa.......
(ANSA) - TREVISO, 29 FEB. - Sono state trovate tracce di cocaina nel sangue di Paolo Zanetti, il camionista milanese che lunedì sera sulla 'A27' a Mogliano Veneto ha tamponato una colonna di veicoli provocando la morte di due automobilisti e
rimettendoci lui stesso la vita. La notizia, riportata oggi dal «Gazzettino», è confermata dal procuratore della Repubblica di Treviso Antonio Fojadelli, che precisa: «Attendiamo di conoscere in quale misura sia stata assunta la cocaina, anche se, ai fini della capacità di condurre un veicolo, nel caso degli stupefacenti non esistono limiti massimi tollerati dalla legge così come invece avviene per le sostanze alcoliche». Secondo il magistrato, l'assenza di segni di frenata sarebbe un elemento tale da supportare il sospetto di una forte alterazione psicofisica del camionista. «Chi si mette alla guida di un mezzo sotto l'effetto di droga – sottolinea Fojadelli – è comunque una persona che accetta il rischio di uccidere e quindi imputabile per omicidio volontario per dolo eventuale. Parliamo tanto di sicurezza ma raramente ci ricordiamo che chi guida un mezzo stradale ha in mano un'arma più pericolosa di un mitra. Ho lasciato che questa notizia uscisse nella speranza che serva da riflessione». (ANSA)
rimettendoci lui stesso la vita. La notizia, riportata oggi dal «Gazzettino», è confermata dal procuratore della Repubblica di Treviso Antonio Fojadelli, che precisa: «Attendiamo di conoscere in quale misura sia stata assunta la cocaina, anche se, ai fini della capacità di condurre un veicolo, nel caso degli stupefacenti non esistono limiti massimi tollerati dalla legge così come invece avviene per le sostanze alcoliche». Secondo il magistrato, l'assenza di segni di frenata sarebbe un elemento tale da supportare il sospetto di una forte alterazione psicofisica del camionista. «Chi si mette alla guida di un mezzo sotto l'effetto di droga – sottolinea Fojadelli – è comunque una persona che accetta il rischio di uccidere e quindi imputabile per omicidio volontario per dolo eventuale. Parliamo tanto di sicurezza ma raramente ci ricordiamo che chi guida un mezzo stradale ha in mano un'arma più pericolosa di un mitra. Ho lasciato che questa notizia uscisse nella speranza che serva da riflessione». (ANSA)
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