CORRIERE DELLA SERA – 16 FEB 2009
INDAGATO PER LESIONI COLPOSE L’autista del bus viola
Genova, gravi ma stabili le condizioni
del tifoso investito dal pullman viola
Gabriele Amato, travolto durante la contestazione nei confronti dei giocatori viola, ha numerose fratture
GENOVA - Restano gravissime ma stabili le condizioni di Gabriele Amato, il tifoso genoano di 36 anni investito domenica sera all’esterno dello stadio di Genova dal pullman della Fiorentina durante le contestazioni alla squadra viola. L’uomo, ricoverato al reparto di rianimazione dell’ospedale San Martino, è stato sottoposto lunedì mattina alle 5 ad una nuova Tac che ha confermato, pur in un quadro clinico difficile a causa delle numerose fratture in tutto il corpo, l’assenza di lesioni interne. Anche l’esame angiografico, compiuto nella notte, ha dato esito negativo.
LE FRATTURE - I medici del nosocomio genovese al momento stanno valutando l’opportunità di sottoporlo ad un intervento chirurgico per ridurre le fratture riportate nell’incidente. Per tutta la notte in ospedale sono rimasti i familiari di Amato, insieme a numerosi amici e tifosi rossoblù. Domenica, in tarda sera, sono giunti al San Martino anche l’amministratore delegato del Genoa, Alessandro Zarbano, ed il direttore generale della società rossoblù, Fabrizio Preziosi.
IL SECOLO XIX – GENOVA – 16 FEB 2009
Ateo-bus, via alla campagna
Ricevuto il via libera, il discusso ateo-bus circola dalla mattina nel centro di a Genova: numero 36, passa da via XX Settembre e sbuca nella centralissima piazza De Ferrari, con su scritto «La buona notizia - recita lo slogan - è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima è che credono nella libertà di espressione». Il suo giro è incominciato con qualche ora di ritardo a causa di un guasto: «Per pura coincidenza - ha sottolineato un socio dell’Uaar (l’unione Atei Agnostici Razionalisti) - il mezzo è uscito presto, ma è dovuto subito rientrare al deposito per riparare un “curioso” guasto alle batterie»
Ad “attenderlo”, a De Ferrari, c’è un infopoint dell’Uaar, che riceverà giornalisti e curiosi per «spiegare il senso dell’iniziativa».
L’ateobus 36 porta sulle fiancate il secondo slogan proposto dall’Uaar, dopo che il primo - «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno» - era stato bloccato dalla concessionaria degli spazi pubblicitari.
«Questo slogan - ha spiegato Raffaele Càrcano, segretario generale dell’Uaar - è stato scelto per restituire visibilità ad atei e agnostici, che sono circa un italiano su sette. La nostra è una campagna per la loro visibilità, perché più visibilità significa meno discriminazione e più rispetto. Ma anche per la libertà di espressione, in cui gli atei credono fermamente, a differenza, evidentemente, della diocesi di Genova, che aveva chiesto il ritiro del vecchio slogan».
«Siamo in trattative avanzate con altre città per far circolare lo slogan originale - ha spiegato Isabella Cazzoli, tesoriere nazionale dell’Uaar - Visto come sono andate le cose qui a Genova preferiamo non rivelare quali, ma siamo ottimisti». In Italia l’Uaar conta circa 4000 soci.
Secondo l’Uaar, che cita uno studio del dipartimento di Stato americano sulla libertà religiosa, «un italiano su sette si dichiara ateo o agnostico»: «le nostre statistiche sono anche più “generose” e sono confermate dalla Cei», ha sottolineato la stessa Cazzoli.
Per far circolare per un mese l’ateobus nel capoluogo ligure, l’Uaar ha dichiarato di avere speso circa 2000 euro: «Non vedevamo intoppi, Genova ci sembrava una città laica - ha aggiunto la Cazzoli - L’opposizione della Chiesa ha indubbiamente aumentato la nostra visibilità, ma i nostri legali stanno valutando se avviare un procedimento nei confronti della concessionaria di pubblicità, che ha negato il nostro diritto alla libertà di espressione».
«In Italia gli atei non hanno gli stessi diritti dei credenti - ha accusato Giorgio Villella, del comitato di coordinamento dell’Uaar - A Roma ci sono manifesti in cui si dice che “Dio c’è”, a noi hanno impedito di esercitare un diritto garantito dall’articolo 21 della Costituzione».
IL SECOLO XIX – IMPERIA – 16 FEB 2009
Rubano auto, inseguiti e presi
In manette due nordafricani residenti in Francia. Sono stati notati dal proprietario che ha visto l’auto rubata passargli davanti appena dopo aver chiamato il 112. Movimentato inseguimento e poi la cattura
Informazioni
Due nordafricani di 28 e 29 anni (Abdelhakim Moumene, algerino e Abdenour Bouguettaia, nato a Parigi, ma residente a Mentone) sono stati arrestati la scorsa notte dai carabinieri della Compagnia di Sanremo poco dopo il furto di una giacca, contenente le chiavi di casa e dell’automobile e il portafoglio, ad un sanremese di 22 anni, S.G., derubato intorno alle 3 in un locale di via Matteotti. Altri sei nordafricani sono stati poi denunciati per aver cercato di mettere in salvo i due arrestati facendoli salire su due auto con l’obiettivo di fuggire in Francia. È stata la giovane vittima ad accorgersi del furto e ad allertare il 112. Neanche il tempo di concludere la telefonata, che ha visto transitare davanti agli occhi la sua auto, una nuovissima `Mercedes Classe A´, con i malviventi a bordo. Ne è nato un inseguimento e la vettura è stata intercettata prima del confine con la Francia. Erano ancora in corso i controlli di rito, quando due auto francesi sono arrivate sul posto ed hanno tentato di recuperare i due ladri per poi fuggire verso la Francia. A bordo c’erano sei maghrebini naturalizzati francesi, tra i 25 e i 35 anni, che sono stati denunciati in concorso per il reato di furto aggravato. Per i due occupanti della Mercedes, invece, sono scattate le manette.
IL SECOLO XIX – LEVANTE – 16 FEB 2009
Schianto in scooter a Ruta, ventenne in coma
di Rossella Galeotti
Gravissimo incidente, sabato notte, a Ruta. La vittima è Lucio Gardella, 22 anni, di Camogli, ora ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Martino di Genova.
Secondo quanto riferito dai soccorritori, alle 3.30 il giovane è stato trovato a terra, privo di sensi, sull’Aurelia, nel tratto che da piazza Gaggini scende a Recco, all’altezza del civico 160. È stato un passante a vederlo. L’uomo si è precipitato nella sede dei Volontari del Soccorso, poco lontano. I militi, accorsi sul posto, si sono subito accorti che la situazione era grave: Gardella era incosciente e aveva un taglio sulla fronte. Accanto, la sua “Vespa” Piaggio. I volontari hanno chiamato l’automedica, poi hanno sistemato il giovane su una barella e, in ambulanza, si sono diretti a Recco, dove si è svolto il rendez-vous con il personale del “118” di Genova. Il medico e l’infermiere hanno stabilizzato il ferito che è stato quindi trasportato al pronto soccorso del San Martino in gravi condizioni. Lucio Gardella, che presentava un forte trauma cranico, è stato sottoposto a intervento chirurgico. I medici si sono riservati la prognosi.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile in forza alla compagnia di Santa Margherita. Dai primi riscontri non sono state rilevate tracce di frenate e di altri veicoli; il giovane, per cause che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire, avrebbe perso il controllo della sua “Vespa”, cadendo violentemente a terra. Lo scooter è stato posto sotto sequestro. Al nosocomio regionale, il ventenne è stato sottoposto ad analisi del sangue. Gli accertamenti clinici avrebbero evidenziato un quantità di alcol nel sangue del ragazzo pari a 2,56 grammi per litro, più di quattro volte il limite consentito. Il referto deve però ancora essere notificato ai carabinieri incaricati delle indagini.
Lucio Gardella abita a Camogli, in via di Mezzo, con la mamma, Daniela, e il papà, Edo; ha anche un fratello maggiore, Elia, studente. Il giovane ha frequentato le scuole dell’obbligo a Camogli e oggi lavora a Genova, in porto. Nel 2007 era già stato coinvolto in un incidente motociclistico, con un amico camogliese, Michele Florio, studente di scienze ambientali marittime. Lucio era alla guida della sua moto, Michele sul sellino del passeggero. «Negli ultimi tempi ci siamo un po’ persi di vista, lui impegnato con il lavoro, io con gli studi - racconta Michele, 22 anni - Insieme andavamo in gita sul monte di Portofino o al mare, sulla spiaggia di Camogli». Qualche anno fa Lucio aveva militato nelle giovanili del “Camogli Calcio”: «Un bravo ragazzo», dice ora il direttore generale della formazione camogliese, Gennaro Costaro.
IL SECOLO XIX – LEVANTE – 16 FEB 2009
Chiavari, ubriachi in auto dopo San Valentino: quattro denunce
di Simone Traverso
Prima i carabinieri, poi i vigili urbani, infine la polizia stradale. È interminabile e serrata l’attività delle forze dell’ordine lungo le strade del Levante per cercare di scongiurare incidenti e “stragi” del sabato sera, con l’inevitabile corollario di denunce e patenti ritirate.
L’altra notte a cadere nella rete delle pattuglie sono stati gli innamorati usciti a cena per festeggiare la ricorrenza del San Valentino: una ragazza e tre giovani, tutti di età compresa fra i 25 e i 30 anni, residenti nella Riviera di Levante, sono stati bloccati dagli agenti della polstrada chiavarese. Sottoposti a test alcolimetrico, sono risultati positivi e sono stati quindi denunciati all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza. Ai quattro è stata anche ritirata la patente di guida. Tutti erano accompagnati dai rispettivi fidanzati e hanno provato a spiegare che, la sera di San Valentino, nella festa degli innamorati, rinunciare al classico bicchiere di vino proprio non si può. Il test del palloncino, però, non ammette sgarri. I tassi registrati dall’etilometro, comunque, non superavano l’1.5 grammi di alcol per litro di sangue e così nessuna vettura è stata posta sotto sequestro ai fini della successiva ed eventuale confisca, come prevede la normativa in vigore.
È stato invece posto sotto sequestro lo scooter sul quale ieri mattina all’alba viaggiava un uomo di 46 anni, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, ma residente a Sestri Levante. Il motorino è risultato provento di un furto compiuto nel 2005. Il quarantenne è stato denunciato dai poliziotti della Stradale per ricettazione. Agli agenti ha mostrato i documenti e le chiavi del mezzo, asserendo di averlo acquistato regolarmente da un ragazzo più giovane, senza immaginare che potesse essere stato rubato. Una giustificazione che non ha convinto gli investigatori.
LA NAZIONE – AREZZO – 16 FEB 2009-02-16
tragedia
Muore a 18 anni tornando dal pub
di Salvatore Mannino
Un palo della luce, un banalissimo palo della luce. E’ stata l’ultima cosa che ha visto Isaac Beoni, nel vortice dell’auto impazzita, ed è stata anche quella che l’ha ucciso. Aveva solo diciotto anni Isaac, studiava all’istituto per periti agrari di Pieve Santo Stefano (era all’ultimo anno), gli piaceva divertirsi con gli amici e giocare a pallacanestro
Bibbiena (Arezzo), 16 febbraio 2009 - Un palo della luce, un banalissimo palo della luce. E’ stata l’ultima cosa che ha visto Isaac Beoni, nel vortice dell’auto impazzita, ed è stata anche quella che l’ha ucciso. Aveva solo diciotto anni Isaac, studiava all’istituto per periti agrari di Pieve Santo Stefano (era all’ultimo anno), gli piaceva divertirsi con gli amici e giocare a pallacanestro.
E’ finito tutto in un attimo, alle due e mezzo della notte di San Valentino. Il ragazzo, che aveva la patente solo da qualche mese, ha perso il controllo della Megane Scenic del padre, una monovolume, e non è riuscito a evitare lo schianto, lungo l’ex statale 71, nel tratto fra Bibbiena e la frazione di Soci.
Erano in due sulla macchina che Isaac si era fatto prestare per la classica serata del sabato con gli amici: lui e un coetaneo, Matteo Fabbri, un altro studente. La dinamica dell’incidente, strana come il destino quando vuole inghiottire una vita, ha fatto sì che Matteo uscisse praticamente indenne dall’urto: non c’è stato neppure bisogno di ricoverarlo in ospedale. E dire che contro il palo la Megane ci è finita dalla parte del passeggero, ma il contraccolpo si è scaricato tutto contro Isaac, per il quale i soccorritori non hanno potuto far niente: era morto sul colpo.
La sorte, beffarda in questo caso come non mai, si è inventata persino il retroscena patetico. Tra i primi a passare dal luogo dell’incidente è stato il bus dell’associazione 'Per Agnese', intitolata a una quindicenne che morì in motorino a poche centinaia di metri, sempre fra Bibbiena e Soci.
La famiglia dell’adolescente ha voluto in suo nome un pulmino, che ogni sabato sera trasporta i ragazzi nelle discoteche e nei pub della zona, evitando loro di rischiare la vita in macchina, di fare la fine che in un’altra notte di tragedia è toccata a Isaac.
Velocità, colpo di sonno, distrazione, inesperienza. Di ipotesi sulla causa dell’incidente se ne possono fare tante. Poco conta ormai per un figlio unico che lascia il padre operaio e la madre casalinga.
LA NAZIONE – PRATO – 16 FEB 2009
Strade di sangue
Morto investito da autocompattatore
Attraversava in bici una rotatoria
Aveva 31 anni la vittima del tremendo incidente avvenuto alla periferia di Prato. L'uomo, pachistano, è morto sul colpo dopo essere stato travolto da un autocompattatore di una società che gestisce la raccolta dei rifiuti nella zona
Prato, 16 febbraio 2009 - Aveva 31 anni, la vittima del tremendo incidente avvenuto alla periferia di Prato. L'uomo, pachistano, è morto sul colpo dopo essere stato travolto da un autocompattatore dell'Asm, società che gestisce la raccolta dei rifiuti nella zona.
Il 31enne stava attraversando la rotatoria, ma non è ancora chiara la dinamica del fatto che è al vaglio della polizia municipale di Prato.
Da una prima ricostruzione, pare il mezzo pesante stesse percorrendo viale Leonardo da Vinci, in direzione Pistoia, quando, dopo aver imboccato la rotatoria, ha travolto l'immigrato.
IL MATTINO – 16 FEB 2009
Moto, Giovanardi: «Niente patentino
a chi è positivo a test antidroga»
MILANO (16 febbraio) - Il governo sta studiando una norma che permetta di non concedere il patentino a quei ragazzi che risultano positivi ai test antidroga. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario alla Presidenza del cosiglio, Carlo Giovanardi, in un convegno sul consumo della droga organizzato dall'Asl di Milano e dalla Regione Lombardia.
«Oggi non è previsto che a un ragazzo che chiede il patentino per il motorino venga fatto il test antidroga – ho spiegato Giovanardi – Vogliamo introdurre una norma perché il ragazzo deve sapere che, se viene trovato positivo al test, non avrà né patentino né patente. Andrà a piedi per salvaguardare la sua incolumità e quella degli altri».
Il tutto finalizzato alla prevenzione degli incidenti stradali, tema sempre delicato: «Mi illudo che il lavoro fatto negli ultimi otto mesi faccia crescere la consapevolezza a chi si è avvicinato e si avvicina con disinvoltura alla cocaina e alla droga in generale, che alla lunga saranno dominati da queste sostanze».
L'esperimento della nuova norma dovrebbe essere applicato, secondo Giovanardi, nelle città di Cagliari, Foggia, Perugia e Verona.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO – 16 FEB 2009
Da Canosa l'appello: «Realizzate subito la rotatoria su ss 98». Si salverebbero vite
di Antonio Bufano
CANOSA - Sono trascorsi più di due anni da quando il presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella pro- mise agli agricoltori di Canosa che, per la strada provinciale 231 (ex Ss 98), sarebbe stata realizzata una rotatoria all’incrocio “Bagnoli”, entrata nord di Canosa. Tale inderogabile necessità fu richiesta dal sindaco Francesco Ventola a seguito dei tanti lutti che si erano verificati a causa di incidenti proprio in quel punto tanto pericoloso, quanto strategico per l’accesso alla città ed alla zona industriale a servizio delle attività produttive e commerciali ivi presenti.
LE TRAGEDIE - Ebbene, all’indomani dell’ennesimo incidente che costò la vita ad un agricoltore, dopo le reiterate sollecitazioni, il sindaco si recò personalmente a Bari, presso l’Ente competente, cioè la provincia di Bari, per una piena e diretta presa di coscienza della insostenibile situazione da parte del presidente Divella.
LA VERIFICA SUL POSTO - Seguì un sopralluogo sulla Sp 231 presso l’incrocio “della morte”. Successivamente, il progetto (nell'immagine) della rotatoria fu presentato formalmente alla città nell’aula consiliare di Palazzo San Francesco, alla presenza del sindaco Ventola e del presidente della Provincia di Bari, Divella. Di tempo, da allora, ne è trascorso tantissimo, ma di notizie sull'avvio dei lavori non vi è alcuna traccia.
INTERVENIRE CON URGENZA - «Ciò che doveva essere fatto con urgenza - ha evidenziato Nunzio Pinnelli, assessore comunale all’agricoltura - è rimasto solo sulla carta. Gli agricoltori stanno facendo pressioni, preoccupati dal rischio che si corre giorno per giorno. Pertanto, ricordando gli impegni assunti, facciamo appello al presidente Divella affinché venga dato inizio ai lavori».
NON C’È PIÙ TEMPO - «Noi certamente non aspetteremo, insieme a lui, l’ennesima disgrazia. Ognuno si prenda le proprie responsabilità - ha detto Sabino Inglese, presidente dell’asso - ciazione “Insieme per l’Agricoltura” -. Nella maggior parte degli incidenti causati da questo incrocio, il prezzo è stato pagato da agricoltori che, rientrando dopo una giornata di duro lavoro, in quel maledetto tratto di strada hanno trovato la morte».
«E tutto - prosegue Sabino Inglese - per colpa di una situazione che sconta la disattenzione prima e l’inerzia ora di una istituzione, come la provincia di Bari, di cui richiamiamo la respons abilità».
L’ATTESA PER LA ROTATORIA - «Pertanto - conclude - speriamo che questa rotatoria si faccia quanto prima, per scongiurare altri lutti. Se le nostre richieste saranno ancora una volta disattese, chiederemo al sindaco di cansoa, Francesco Ventola, di affiancarci ancora una volta per assumere azioni forti e, se necessario, anche plateali».
Un secondo,un minuto,un anno: tutto in un incidente stradale
di Andrea Marella
Ad una settimana dalla morte di Eluana Englaro anche in questa rubrica si vuole rendere omaggio con un semplice pensiero alla drammatica vicenda della giovane ragazza relegata ad un letto, ed a una non-vita, a seguito di un incidente stradale. È il 18 gennaio 1992 e dopo un incidente d'auto, Eluana, vent'anni, entra in uno stato vegetativo. Ad un anno dall'incidente, la regione superiore del cervello di Eluana è andata incontro a una degenerazione definitiva e i medici non lasciano alcuna speranza di ripresa. Il resto, o quasi, purtroppo, è noto a tutti.
Questa è una rubrica sulla sicurezza stradale e anche in questa vicenda, come molte altre analoghe che si potrebbero raccontare, è un incidente stradale che ha messo in pausa una vita e quelle dei cari che sono accanto. Una considerazione davvero sottostimata. Non ci sono dati, indici, rapporti per descrivere il dolore, la sofferenza, la rabbia che stanno dietro ad un incidente stradale; ci potremmo immaginare il dolore che provoca l’incidente stesso, non quello che ne consegue. Tutti ci siamo fermati almeno una volta, almeno per un minuto, a riflettere sulla sicurezza stradale e ci siamo detti: “potrebbe capitare anche a me” ma è a causa della nostra natura umana, fondamentalmente egoista, che non ci siamo mai posti la domanda “cosa succede se capitasse a me?”.
Quanti incidenti dovranno ancora accadere prima che dalla misera presa di coscienza del problema si passi ad una seria pianificazione della sicurezza stradale?
Quanti stati vegetativi dovuti ad incidente stradale dovremmo ancora discutere se considerarli non-vita o morte prima di andare ad analizzare a fondo le cause di quell’incidente ed attuare cambiamenti strutturali per evitare eventi simili?
Quanti morti dovremo ancora contare prima di investire economicamente in sicurezza stradale almeno quanto gli altri stati europei?
Non dimentichiamo che il caso di Eluana, come molti altri, deriva da un incidente stradale; che se si fosse potuto, in qualche modo, evitare, forse tutto quello che abbiamo visto e sentito nell’ultimo mese si sarebbe potuto evitare oppure avrebbe avuto un altro protagonista di un’altra triste storia.
Riflettiamo.
Fonte notizia: www.targatocn.it
Modica: l´incidente nel corso della notte. La vittima è Francesco Veneziano
Scontro fatale: morto un 32enne di Scicli sul ponte Guerrieri
Pare che lo scooter sul quale viaggiava il giovane sia stato tamponato da un´auto
di Duccio Gennaro
Francesco Veneziano, 32 anni, di Scicli, che viaggiava in sella ad uno scooter, ha perso stamanila vita a causa dell´impatto con una "Renault Megane" alla guida della quale si trovava M.R., modicano, 35 anni. Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco di Modica e della Polizia stradale di Ragusa il motociclo Kymco sul quale viaggiava Francesco Veneziano sarebbe stato urtato dalla "Megane" in fase di sorpasso. La Polstrada intende tuttavia verificare se si è trattato invece di un tamponamento.
Lo sciclitano è stato sbalzato dal mezzo elL´impatto sull´asfalto è stato fatale. La moto ha finito poi la sua corsa contro il guardrail. Solo paura e leggere ferite per il conducente della macchina, in stato di shock. I due mezzi procedevano verso Ragusa. Francesco Veneziano si stava recando ad Acate dove era alle dipedenze della ditta Busso come operatore ecologico.; indossava infatti una tuta da lavoro. Francesco Veneziano , laureato in agraria , era molto noto a Scicli dove la madre insegna e svolge anche attività teatrale con un gruppo locale. A causa dell´incidente il traffico lungo la circonvallazione modicana ha subito rallentamenti.
La polizia stradale ha infatti deviato il traffico veicolare verso altre strade. Lunghe le code che si sono create soprattutto in coincidenza con l´apertura delle scuole e degli uffici. Un secondo incidente , verificato poche ore dopo sulla Ss115, ha complicato ancor di più lo stato della viabilità urbana ed extraurbana. Un camion Om 79 ha infatti preso fuoco a causa del surriscaldamento dei freni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato l’incendio. Illeso l’autista.
Fonte notizia: corrierediragusa.it
Incidenti stradali: morta bimba cinque mesi ferita su A13
Portata ieri in elicottero al Maggiore, e' spirata nella notte (ANSA) - BOLOGNA, 16 FEB - E' morta nella notte all'ospedale Maggiore di Bologna la bimba di cinque mesi rimasta ferita ieri in un incidente stradale sulla A/13 nord nel Bolognese. La piccola viaggiava con i genitori, napoletani residenti a Codogno (Lodi), su una Fiat Panda che, per cause da accertare, e' uscita di strada finendo in un campo. Anche i due coniugi sono rimasti feriti, ma non sono in pericolo di vita. La famiglia e' stata ricoverata all'ospedale Maggiore. Sono intervenuti un'ambulanza e un elicottero del 118, i Vigili del fuoco e la Polstrada di Altedo.
Fonte notizia: ANSA
Incidenti stradali: auto investe due donne, una e´ morta
CATANIA, 15 FEB -Una donna di 70 anni e´ morta e un´altra di 45 e´ rimasta gravemente ferita in un incidente stradale avvenuto la notte scorsa nel Catanese. Le 2 donne stavano attraversando la strada a San Giovanni La Punta quando sono state travolte da una Alfa Romeno coupe´ Gt, guidata da un 21enne di San Pietro Clarensa. Il conducente e´ stato condotto in caserma, dove e´ stato interrogato e sottoposto ai prelievi per accertare se avesse fatto uso di droghe o alcol. La donna ferita e´ in prognosi riservata.
Fonte notizia: ANSA
a cura di Gianluca Fazzolari
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